
Norton Commando 961 SE
Buone notizie per chi, come chi scrive, ama le moto classiche: dopo anni di oblio torna il marchio Norton.
Icona dell’età dorata del motociclismo britannico, assieme a Triumph e BSA, nota sia per le leggendarie bicilindriche sportive (nulla a che vedere naturalmente con le sportive di oggi) sia per aver prodotto alcune delle più interessanti motociclette a motore rotativo Wankel mai commercializzate, la Norton aveva cessato la produzione e la commercializzazione nel 1992, anno in cui mietè anche gli ultimi successi sportivi vincendo il Senior TT dell’isola di Man con la F1 (raro caso di motocicletta sportiva a motore Wankel) di Steve Hislop.
Dal 2009 le prime voci di un ritorno alle corse, per ora nei campionati minori, ma solo da poco anche i semplici appassionati possono rimettersi in sella ad una moto dello storico marchio.
Vintage è la parola d’ordine per la nuova Norton, che torna in concessionaria con la Commando 961: una moto che riprende linee, architettura e persino il nome dall’ultima bicilindrica di casa: la gloriosa Commando 750 (poi 850).
Basta, infatti, guardare la nuova Commando per sentirsi catapultati in un’era ormai conclusa del motociclismo sportivo, per sentire odore di olio, cuoio e benzina.
Sono tre gli allestimenti proposti: SE, Cafè Racer, e Sport.

Norton Commando 961 Cafè Racer
Top di gamma è, nonostante quello che i nomi lascerebbero immaginare, la SE, equipaggiata con sospensioni Ohlins, pinze freni radiali (Brembo serie Oro) ed una serie di elementi (parafanghi, cerchi, portatarga etc.) in Carbonio.
Leggermente più economica (si fa per dire) è la versione Cafè Racer, priva dei particolari in carbonio ma dotata di cupolino e semimanubri sportivi. La Cafè Racer, inoltre, aumenta la percezione di classicità della moto
grazie alle ruote a raggi, di scuola tipicamente britannica, che sostituiscono i cerchi in carbonio a cinque razze montati sulla SE.
Al livello inferiore della gamma si situa la Sport: con impianto frenante (sempre Brembo Oro) a pinze assiali, ruote a raggi, manubrio tradizionale e forcella anteriore normale anzichè la più sportiva configurazione a steli rovesciati montata sugli altri due modelli.
Differenze tecniche, quindi, ma soprattutto estetiche tra le tre versioni, basate sul medesimo telaio in acciaio a doppia culla e soprattutto sul medesimo bicilindrico fronte marcia da 961 centimetri cubici con raffreddamento ad aria accreditato di circa 80 cv. e di una coppia massima di 90 Newton/Metro a 5200 giri.
Ciò che ci lascia perplessi, però, è la mancanza su tutte le versioni di una sella - anche optional - che permetta di accogliere un passeggero, possibilità che le dirette concorrenti offrono di serie. Una scelta che limita notevolmente le possibilità di uso della pur bella bicilindrica inglese.

La Norton Commando 961 Sport: perfetta sintesi tra le linee esasperatamente sportiveggianti della Cafè Racer e le soluzioni più moderniste della SE.
La versione che più ci ha colpiti, a dispetto della minore dotazione tecnica, è proprio la Sport.
Una linea asciutta ed essenziale, tipicamente inglese, il codino a pungiglione di vespa cui è lasciato il compito di rivelare - senza ostentare - l’impostazione sportiva della moto, i lucidissimi raggi delle ruote, infatti, infatti, ci riportano alla mente - accanto alle Commando storiche - le Triumph Thruxton, le Guzzi V7 Classic e le Ducati Sport Classic.
Sembrano essere proprio la Ducati Sport Classic GT 1000 e, soprattutto, la Triumph Thruxton le moto con cui la Norton si vuole confrontare: motociclette moderne, equipaggiate con il meglio della tecnologia contemporanea ma profondamente legate alla tradizione.
A livello estetico e tecnico la competizione sembra assolutamente ad armi pari, è sul prezzo che la casa inglese non riesce a reggere il confronto: se la Triumph, infatti, parte da 9.200 € chiavi in mano e la GT 1000 di Borgo Panigale da 10.400 € la Norton, invece, ha un prezzo d’attacco di ben 14.900 € (versione Sport) ed arriva quasi a sfondare quota 19.000 € sulla più costosa SE.
E’ vero che - per ora - si tratta di moto in edizione limitata, indirizzate più ad un pubblico di collezionisti che non a dei semplici utilizzatori, ma probabilmente un prezzo d’attacco più vicino a quello della diretta concorrenza ed un listino di accessori che permetta di personalizzare sia pur minimamente la moto potrebbero essere
una chiave per aumentare le vendite e la conoscenza del marchio.
Thierry Bignamini

