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September - 2010
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il magazine con uno sguardo critico sul presente

Archive for the ‘Sport’ Category

WAP – EXPO BICI 2010

Posted by redazione On September - 6 - 2010ADD COMMENTS

WAP – EXPO BICI
19-20 settembre 2010

logoexpobiciTutti gli appassionati di fotografia action potranno partecipare gratuitamente ai workshop di fotografia Action Photography durante ExpoBici!

I Workshop Action Photography sono dei corsi dedicati a tutti i fotografi amatoriali e professionisti che vogliono approfondire l’argomento della fotografia “action”, cioè quelle situazioni in cui la velocità del soggetto mette in difficoltà anche la tecnologia più avanzata e solo la consapevolezza del fotografo può catturare.

Durante Expo Bici sarà possibile partecipare a dei “Workshop Acton Photography in pillole“ in cui Matteo Cappè (fotografo professionista di action sport) sarà a disposizione di fotografi amatoriali e principianti per dare consigli sulle metodologie di ripresa fotografica nell’action photography.

Non solo si potranno chiedere informazioni e suggerimenti sulle fotografie d’azione, ma sarà anche possibile mettere in pratica quanto appena suggerito! Infatti, chi si iscriverà, potrà accedere alle aree show durante le esibizioni di dirt jumping e bike trial per scattare immagini ai rider che si esibiranno, restando sempre a stretto contatto con lo staff di Action Photography pronto a dare i migliori consigli su come scattare immagini action!

Chi vuol prenotare un Workshop Action Photography – Light e accedere all’area action per fotografare gli atleti in evoluzione può farlo compilando il modulo che trova nella sezione Workshop Action Photography – Light sul sito www.expobici.it e inviandolo via email a mc.actionphotography@gmail.com.

actionphoto_mCosto?
I Workshop Actio Photography Light sono gratuiti, hanno una durata di circa 20/30 minuti

Quando e dove?
Durante la fiera ExpoBici di Padova il 18-19 settembre (gli orari saranno comunicati successivamente)

Lo stff di Action Photography deciderà infine di pubblicare le foto migliori sul sito dell’edizione 2011 di ExpoBici con il nome del fotografo!

Per saperne di più sui Workshop Action Photography: FB: http://www.facebook.com/pages/Action-Photography/334819433731-  www.mc-photographer.com o contattate Matteo Cappè via email: mc.actionphotography@gmail.com

Info fiera ExpoBici: www.expobici.it

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X-402GT è il contributo di X-Lite alla crescita di quella nuova categoria di caschi ibridi inventata da Nolan con il lancio dell’N-43: caschi omologati per essere usati sia in configurazione Jet sia in configurazione integrale con mentoniera protettiva.
X-Lite gioca in casa: essendo una società del gruppo Nolan, infatti, può giovarsi dell’esperienza che ha permesso di inventare un nuovo segmento. l’X-402GT non delude le aspettative, e punta a collocarsi tra i migliori caschi sul mercato.

x-402gt-hyper-n-com-white-8Rispetto ai tradizionali caschi modulari con mentoniera snodata (alcuni dei quali di recente hanno ricevuto la doppia omologazione e possono essere usati anche aperti) la soluzione adottata da X-Lite, con la mentoniera asportabile, assicura un peso decisamente più contenuto e la possibilità – per quanto sconsigliabile – di utilizzare il casco in modalità jet senza fastidiose masse sospese (la mentoniera stessa) in posizioni poco naturali (nuca, sommità del capo). Certo, non è possible passare da una configurazione all’altra in corsa, ma la facilità e la rapidità di aggancio della mentoniera, che occupa pochissimo spazio nel bauletto o nel sottosella, non farà rimpiangere a nessuno quest’opportunità.

E’ bene precisare che, pur se omologato P/J secondo la normativa più recente, (ECE 22-05) non si tratta di un casco racing, e non è consigliabile per l’utilizzo in pista o, comunque, a velocità molto superiori a quelle previste dal codice.

La visiera dell’ X-402GT è del tipo coprente, ed è in grado di garantire una buona protezione aerodinamica a tutte le andature anche in modalità jet. Inoltre è dotata di un meccanismo di sgancio e di regolazione senza attrezzi che permette di regolare a piacimento la chiusura sulla guarnizione dell’oblò e sulla mentoniera, così da permettere di regolare a piacimento il flusso d’aria. Flusso che può essere gestito in modo assai efficace grazie alle prese d’aria azionabili singolarmente.

Le lettere GT nella sigla non sono messe a caso: ferme restando le precisazioni sull’uso sportivo l’X-402GT è un casco che si presta magnificamente sia all’uso urbano sia a quello turistico: rispettando i limiti di velocità il comfort è ottimale, ed anche salendo un po’ con il ritmo il casco non è eccessivamente rumoroso.
Volendo trovargli dei difetti possiamo dire che la mentoniera è abbastanza corta, e può non essere comodissima per i motociclisti con il viso molto lungo, e soprattutto che lo schermo parasole potrebbe essere leggermente più ampio, così da evitare che i suoi bordi vadano a trovarsi nel campo visivo del pilota.

x-402gt-elegance-n-com-fblack-6In compenso la disponibilità di tre diverse taglie di calotta (e sei taglie di interni) permette a ciascun motociclista di trovare il casco adatto alla propria testa, senza dover scendere a compromessi – sempre perdenti – tra sicurezza e comodità.

L’X-402GT è completo di molti accessori che ne migliorano il comfort, specialmente nei mesi più freddi ed umidi: la visierina antiappannamento, che normalmente è optional, è qui fornita di serie insieme allo schermo parasole ed al paravento – ovviamente amovibile – che sigilla lo spazio tra collo e mentoniera diminuendo le infiltrazioni d’aria.

Inoltre l’X-402GT è predisposto per il sistema interfono N-Com, proprietario del gruppo Nolan.

Il casco è disponibile il 4 colori (versione Elegance) e due in due livree bicolori (versione Hyper) al prezzo di 389,00

Thierry Bignamini

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L’Inter non sa più vincere - Bologna 0 Inter 0

Posted by davide On August - 31 - 2010ADD COMMENTS

Dopo la doccia fredda della Supercoppa Europea, un altro mezzo passo falso per gli uomini di Benitez.

di Davide Bordini

inter_big1La partita è bruttina e non consegna al tabellino del cronista azioni memorabili. L’Inter, senza Maicon fuori per un colpo al ginocchio, schiera Zanetti sulla destra e Mariga nel mezzo a fianco di Cambiasso. Partenza discreta dei nerazzurri, buona gestione del possesso ma, come troppo spesso accade nelle ultime partite, nemmeno un tiro in porta. E così al quarto d’ora è il Bologna a presentarsi con Gimenez dalle parti di Julio Cesar. Dopo i tentennamenti iniziali i rossoblu prendono coraggio e tengono in mano il pallino della gara, controllando bene, non concedendo spazi e ripartendo in contropiede. L’Inter, invece, prova a gestire il pallone, senza riuscirvi, e subisce le ripartenze avversarie, nonostante non si scopra più di tanto. Il punto dolente è la scarsa dinamicità dei quattro davanti che non coprono e faticano parecchio a ripartire in velocità, dettando il passaggio. In generale, tutta la squadra sembra ancora lontana dalla miglior condizione. Il primo tempo, dunque, scivola via così. Solo due sussulti nel finale, merito di Sneijder che impegna un ottimo Viviano prima con un tiro a giro diretto all’angolino basso, poi su punizione.

Nella ripresa l’Inter migliora. Cresce parecchio Eto’o che ritorna nel vivo del gioco e aumenta il dinamismo di Sneijder. Clamorosa la traversa del centravanti camerunese su assist di Coutinho, subentrato ad uno spento Pandev. Il Bologna scompare dal campo ed è assedio. Ma è un assedio all’arma bianca, non il frutto di una supremazia nel gioco. L’impressione è che alla squadra manchino la fluidità e la sicurezza mostrate nella passata stagione. In particolare, i movimenti e gli inserimenti senza palla a cui eravamo abituati sono spariti quasi del tutto. Su questo l’Inter aveva costruito le proprie fortune: sulla capacità di aggredire lo spazio, di occuparlo per poi ripartire in velocità con sei/sette uomini. Due tocchi al massimo, una trama fitta di passaggi veloci e il gioco totale degli esterni d’attacco che lavoravano in fase difensiva e offensiva: in questo contesto si esaltavano le qualità di Sneijder, la sua rapidità di gamba e di pensiero. Tutti coprivano, recuperavano palla, si smarcavano e si riproponevano in avanti. Nulla di tutto ciò si è visto in campo a Bologna. Sicuramente la condizione fisica non eccellente gioca un ruolo importante. La sensazione, però, è anche che Benitez debba lavorare a fondo anche sulla psicologia di questa squadra, che sembra avere smarrito quella rabbia e quella veemenza che la contraddistinguevano. Mourinho aveva dato a questi giocatori orecchie per ascoltare “il rumore dei nemici”. In una parola: stimoli. In questo senso la sua intuizione era stata geniale. L’invenzione del nemico che preme alle porte trasforma l’obiettivo sportivo in necessità dettata dall’istinto di sopravvivenza. Il portoghese sapeva – e sa – che quando si gestisce un gruppo vincente si rischia di commettere l’errore di pensare che i giocatori possano vincere le partite da soli, unicamente in ragione del fatto che hanno già conquistato tutto. Ma è proprio in questi casi che la figura dell’allenatore diventa decisiva, e non tanto per la sua competenza tecnico-tattica, quanto piuttosto per la sua capacità di motivare nuovamente un gruppo con un anno in più ma, soprattutto, con quattro titoli in più. Chiaramente lo spartito di Mourinho reca in sé una partitura che non può più essere suonata in questa Inter. Benitez dovrà trovare la propria melodia, marcando il segno della sua differenza nella continuità. Questa è la transizione morbida di cui c’è bisogno. L’Inter non ha ancora smarrito la strada, e con il Bologna si sono visti comunque dei miglioramenti rispetto al venerdi nero di Montecarlo. Dai Campioni d’Europa, però, ci si aspetta (legittimamente) molto di più.

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Poker del Milan contro il Lecce

Posted by redazione On August - 30 - 2010ADD COMMENTS

Poker del Milan contro il Lecce

Milan 4 Lecce 0

di Raffaele Gomiero

ibra-maglia-milanL’arrivo di Ibraimovich ha fatto sicuramente bene a rossoneri. Al 16’ del primo tempo Ambrosini propone a Pato un pallone che il brasiliano con precisione mette in rete, al 28’stessa azione ma cambia il protagonista dell’assist che questa volta è Ronaldinho. Pato si prende il lusso di superare anche il portiere del Lecce Rosati. Pochi minuti dopo anche Thiago Silva è protagonista con un bel  gol scaturito da una grande mischia stile rugby in aera di rigore dove il difensore rossonero ha la meglio su tutti. Alla fine del 45’ del secondo tempo Inzaghi chiude il Poker buttando dentro la palla del quarto gol su proposta di Gattuso. Gol numero 122 in maglia rossonera per SuperPippo, Pato momentaneo capocannoniere, ma sopratutto prima vittoria in assoluto per Allegri. Difficile pensare ad un avvio migliore per il Milan.

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42662-quagliaBARI-JUVENTUS 1-0

MARCATORE: Donati al 43′ p.t.

BARI (4-4-2): Gillet; Belmonte, A. Masiello, Rossi, S. Masiello; Alvarez (46′ s.t. Pulzetti), Gazzi (16′ p.t. Donati), Almiron, Ghezzal; Barreto (31′ s.t. Castillo), Kutuzov. (Padelli, Raggi, Parisi, Rivas). All. Ventura.

JUVENTUS (4-4-2): Storari; Motta, Bonucci, Chiellini, De Ceglie; Krasic (1′ s.t. Martinez), Felipe Melo (18′ s.t. Sissoko), Marchisio, Pepe (13′ s.t. Lanzafame); Quagliarella, Del Piero. (Manninger, Grygera, Legrottaglie, Ferrero). All. Delneri.

ARBITRO: Banti.

NOTE: giornata calda, spettatori 30.000 circa. Ammoniti: Marchisio, Bonucci, Belmonte. Recupero: 4′ p.t., 3′ s.t.

di Lorenzo Pallotti

gol-donatiLa nuova Juventus di Andrea Agnelli, Marotta e Del Neri debutta nel peggior modo possibile subendo una netta sconfitta da parte di un ottimo Bari schierato da Ventura. Un risultato che non deve però sorprendere:i pugliesi giocano a memoria da più di un anno e anche nello scorso campionato in casa hanno battuto parecchie big, tra cui l’Inter capolista, grazie a un gioco basato sul fraseggio in campo, ottime spaziature e improvvise accelerazioni. Del Neri si è invece ritrovato a fine (?) di questa campagna acquisti in piena emergenza di forze a disposizione tra giocatori fuori rosa, giocatori calciatori ceduti e i nuovi arrivi che non hanno ancora messo piede a Vinovo. Paradossalmente così la Juventus andata in campo a Bari, dopo un ritiro di oltre due mesi, non aveva mai giocato assieme nemmeno un minuto e questo fatto è subito stato evidente agli occhi degli spettatori. In attacco causa infortuni e partenze celebri il giovincello Del Piero ha

giocato la seconda partita in 3 giorni e il nuovo acquisto Fabio Quagliarella, arrivato direttamente sul terreno di gioco dopo le visite mediche, ha fatto conoscenza dei compagni in una gara ufficiale e non in un’amichevole contro i valligiani del Trentino. Non diversa la situazione di Krasic, che per giunta si ritrova in campo con il problema supplementare della lingua. Il mercato chiude il 31, ma probabilmente certi affari si potevano decidere ben prima senza attendere la fine di agosto.

Il Bari con i suoi attaccanti Kutuzov e Barreto e i suoi esterni rapidissimi, Alvarez e Ghezzal, ha messo subito in difficoltà la linea arretrata di Del Neri con De Ceglie e Motta che hanno costretto ai supplementari un Chiellini molto buono e un Bonucci più titubante. Così dopo le prime avvisaglie di voragini difensive è stato Ghezzal a presentarsi da solo davanti a Storari che ha miracolosamente chiuso lo specchio della porta. La Juve reagisce cercando di alzare il pressing della linea mediana guidata da un ottimo Felipe Melo che in combinazione con Marchisio spacca con un’accelerazione la difesa avversaria e sfiora la rete con una conclisione deviata. La Juve prende fiducia e al 42 ha l’occasione di andare in vantaggio con Motta che riesce a presentarsi solo in area dalla fascia ma si fa chiudere il passaggio banalmente a un metro dalla porta. Goil sbagliato e gol subito,come da detto. Un minuto dopo Donati, subentrato per altro

all’infortunato Gazzi, si beve un Marchisio mal posizionato e scocca una fiondata che muore sul palo di un incolpevole Storari..

Nella ripresa Del Neri prova a mischiare le carte inserendo Martinez al posto di un Krasic volenteroso ma del tutto spaesato e Lanzafame al posto di un Pepe stranamente a corto di fiato e molto involuto. Tuttavia cambia ben poco: dopo una conclusione secca ma centrale di Martinez il Bari riprende a macinare gioco e complice una difesa alta juventinaancora senza intesa lancia davanti a Storari prima Alvarez che pasticcia facendosi rimontare da chiellini e poi Barreto, prima chiuso da De Ceglie che azzecca la prima diagonale della sua partita e poi fermato sulla riga da Chiellini. Del Neri firma la condanna della sua squadra commettendo una clamorosa ingenuità non accettabile a questi livelli. Al 18 della ripresa effetta la sua terza sostituzione cambiando un positivo Melo per un Sissoko assolutamente pasticcione. La beffa è che Martinez si infortuna dopo pochi minuti e la juve gioca in dieci il resto dell’incontro. I giocatori Juventini provano almeno

a metterci l’orgolio .Quagliarella mette di poco a lato un tiro al volo del suo repertorio e al 92 Del Piero mette sulla testa di Chiellini il pallone del pareggio ma il difensore incredibilmente solo a 5 m dalla porta alza la palla sopra la traversa.

La Juventus è ovviamente un cantiere a cielo aperto: i nuovi si devono amalgamare, si deve portare avanti almeno l’acquisto del titolare a sinistra al posto di De ceglie e comprare una punta centrale che sappia assicurare gol importanti. Comunque nonostante tutte le attenuanti del caso oggi primo campanello d’allarme in casa Juve: dopo due mesi di ritiro non c’è traccia del gioco sulle fasce caro a Del Neri e la difesa è un bel colabrodo. La pausa per la nazionale è quanto mai provvidenziale per cercare di lavorare su questi aspetti.

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Norton Commando 961 SE

Norton Commando 961 SE

Buone notizie per chi, come chi scrive, ama le moto classiche: dopo anni di oblio torna il marchio Norton.

Icona dell’età dorata del motociclismo britannico, assieme a Triumph e BSA, nota sia per le leggendarie bicilindriche sportive (nulla a che vedere naturalmente con le sportive di oggi) sia per aver prodotto alcune delle più interessanti motociclette a motore rotativo Wankel mai commercializzate, la Norton aveva cessato la produzione e la commercializzazione nel 1992, anno in cui mietè anche gli ultimi successi sportivi vincendo il Senior TT dell’isola di Man con la F1 (raro caso di motocicletta sportiva a motore Wankel) di Steve Hislop.

Dal 2009 le prime voci di un ritorno alle corse, per ora nei campionati minori, ma solo da poco anche i semplici appassionati possono rimettersi in sella ad una moto dello storico marchio.

Vintage è la parola d’ordine per la nuova Norton, che torna in concessionaria con la Commando 961: una moto che riprende linee, architettura e persino il nome dall’ultima bicilindrica di casa: la gloriosa Commando 750 (poi 850).
Basta, infatti, guardare la nuova Commando per sentirsi catapultati in un’era ormai conclusa del motociclismo sportivo, per sentire odore di olio, cuoio e benzina.

Sono tre gli allestimenti proposti: SE, Cafè Racer, e Sport.

Norton Commando 961 Cafè Racer

Norton Commando 961 Cafè Racer

Top di gamma è, nonostante quello che i nomi lascerebbero immaginare, la SE, equipaggiata con sospensioni Ohlins, pinze freni radiali (Brembo serie Oro) ed una serie di elementi (parafanghi, cerchi, portatarga etc.) in Carbonio.
Leggermente più economica (si fa per dire) è la versione Cafè Racer, priva dei particolari in carbonio ma dotata di cupolino e semimanubri sportivi. La Cafè Racer, inoltre, aumenta la percezione di classicità della moto
grazie alle ruote a raggi, di scuola tipicamente britannica, che sostituiscono i cerchi in carbonio a cinque razze montati sulla SE.
Al livello inferiore della gamma si situa la Sport: con impianto frenante (sempre Brembo Oro) a pinze assiali, ruote a raggi, manubrio tradizionale e forcella anteriore normale anzichè la più sportiva configurazione a steli rovesciati montata sugli altri due modelli.

Differenze tecniche, quindi, ma soprattutto estetiche tra le tre versioni, basate sul medesimo telaio in acciaio a doppia culla e soprattutto sul medesimo bicilindrico fronte marcia da 961 centimetri cubici con raffreddamento ad aria accreditato di circa 80 cv. e di una coppia massima di 90 Newton/Metro a 5200 giri.

Ciò che ci lascia perplessi, però, è la mancanza su tutte le versioni di una sella - anche optional - che permetta di accogliere un passeggero, possibilità che le dirette concorrenti offrono di serie. Una scelta che limita notevolmente le possibilità di uso della pur bella bicilindrica inglese.

La Norton Commando 961 Sport: perfetta sintesi tra le linee esasperatamente sportiveggianti della Cafè Racer e le soluzioni più moderniste della SE.

La Norton Commando 961 Sport: perfetta sintesi tra le linee esasperatamente sportiveggianti della Cafè Racer e le soluzioni più moderniste della SE.

La versione che più ci ha colpiti, a dispetto della minore dotazione tecnica, è proprio la Sport.
Una linea asciutta ed essenziale, tipicamente inglese, il codino a pungiglione di vespa cui è lasciato il compito di rivelare - senza ostentare - l’impostazione sportiva della moto, i lucidissimi raggi delle ruote, infatti, infatti, ci riportano alla mente - accanto alle Commando storiche - le Triumph Thruxton, le Guzzi V7 Classic e le Ducati Sport Classic.

Sembrano essere proprio la Ducati Sport Classic GT 1000 e, soprattutto, la Triumph Thruxton le moto con cui la Norton si vuole confrontare: motociclette moderne, equipaggiate con il meglio della tecnologia contemporanea ma profondamente legate alla tradizione.

A livello estetico e tecnico la competizione sembra assolutamente ad armi pari, è sul prezzo che la casa inglese non riesce a reggere il confronto: se la Triumph, infatti, parte da 9.200 € chiavi in mano e la GT 1000 di Borgo Panigale da 10.400 € la Norton, invece, ha un prezzo d’attacco di ben 14.900 € (versione Sport) ed arriva quasi a sfondare quota 19.000 € sulla più costosa SE.
E’ vero che - per ora - si tratta di moto in edizione limitata, indirizzate più ad un pubblico di collezionisti che non a dei semplici utilizzatori, ma probabilmente un prezzo d’attacco più vicino a quello della diretta concorrenza ed un listino di accessori che permetta di personalizzare sia pur minimamente la moto potrebbero essere
una chiave per aumentare le vendite e la conoscenza del marchio.

Thierry Bignamini

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Tour de France - Cavendisch fra il tris

Posted by redazione On July - 16 - 2010ADD COMMENTS

Nella tappa di oggi scattano da subito tre corridori, sono i francesi Stephane Auge e Anthony Geslin, e lo spagnolo Josè Alberto Benitez. Il gruppo decide di non lasciare loro troppo vantaggio, il distacco massimo sarà di quattro minuti. Tenendo un ritmo regolare e nemmeno tropop veloce il gruppo ritorna compatto a 22 km dall’arrivo e come da copione si  prospetta un altro arrivo in volata.

Nello sprint finale vince Mark Cavendish, in assoluto il velocista più forte del momento,  subito dietro di lui il nostro Petacchi che con questi punti conquista la maglia verde della classifica a punti. Da segnalare l’espulsione dalla corsa di Renshaw, compagno di squadra di Cavendish reo di aver dato prima una testata pericolosa a Julian Dean poi di aver chiuso letteralmente il velocista Farrar.
Andera Vincenzo Bruga

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