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September - 2010
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dieZeitGeist

il magazine con uno sguardo critico sul presente

Archive for the ‘spettacolo’ Category

MILANO TATTOO CONVENTION

Posted by teskio On February - 12 - 2010ADD COMMENTS

mnu_top_r1_c1Si inaugura oggi al Quark Hotel di Milano la 15esima edizione della Tattoo Convention, uno degli appuntamenti più attesi dagli amanti dell’inchiostro sulla pelle. Quest’anno sono più di 200 gli artisti - tra italiani e stranieri - che intervengono alla manifestazione, oramai diventata una delle più importanti a livello mondiale. Oltre ai tatuatori, come di consueto la Convention offre ai visitatori una serie di spettacoli ed esibizioni, tra cui l’elezione di Miss Pin Up 2010, la Burlesque and Voodoo De Luxe, le mostre Pop, Sacred & Gothic e L’arte della Riflessione di Antonio Proietti.
Non mancherà anche la musica, a cura dei rockabilly Johnny Boy And The Ice Cream e dagli swingers Cris Mantello & The Jolly Rogers.
La Convention apre alle 14 di oggi, Venerdì 12, per terminare Domenica 14 alle 20.

Centro Congressi Quark Hotel, Via Lampedusa 11/A
Ingresso 20 euro
Info: 028322431

http://www.milanotattooconvention.it/

Andrea “Teskio” Paoli

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MARZO IN TEATRO PER GLI AFTERHOURS

Posted by ioleoso On February - 5 - 2010ADD COMMENTS

afterlocandinaTerminato il tour del 2009 la band milanese aveva annunciato una pausa nell’attività live, fino all’estate 2010.
A quanto pare, però, Manuel Agnelli e soci non riescono a tenersi lontani dai palchi per troppo tempo, specialmente in quei periodi - come questo - in cui sembrano aver ritrovato tutto l’affiatamento e, soprattutto, l’entusiasmo di un tempo (chi ha avuto modo di assistere al concerto di Novembre a Milano capirà perfettamente).

Nasce forse dalla voglia di suonare o forse dal desiderio sempre più evidente di confrontarsi con nuove sfide aritistiche Il teatro degli Afterhours: una tournèe teatrale che non sarà, semplicemente, un tour acustico.
Sarà, spiega Manuel Agnelli sul sito della band, un mix completo tra canzoni, letteratura e teatro con molti ospiti provenienti dai più svariati ambiti, nel quale l’ossatura del progetto sarà naturalmente la musica degli Afterhours.
Una sorta di happening artistico in cui confluiranno diverse discipline, diverse forme d’espressione.

Le date confermate - a quanto pare non ci saranno altre esibizioni fino all’estate - sono:

3 Marzo ASCOLI PICENO – Teatro Ventidio Basso
5 Marzo MONTICHIARI (BS) – Palageorge
10 Marzo BOLOGNA - Teatro Celebrazioni
12 Marzo TORINO – Teatro Colosseo
16 Marzo MILANO – Teatro Smeraldo
19 Marzo REGGIO EMILIA – Teatro Valli
20 Marzo FIRENZE – Teatro Comunale
23 Marzo ROMA – Auditorium Conciliazione
26 Marzo PADOVA – Gran Teatro
27 Marzo CESENA – Carisport

Le prevendite sono già aperte su vari canali on line, con l’esclusione delle date di Bologna, Milano e Padova, i cui biglietti non sono ancora in vendita.

Thierry Bignamini

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22 E 23 GENNAIO: LA MEMORIA AL LEONKAVALLO

Posted by ioleoso On January - 22 - 2010ADD COMMENTS

leonkavalloIn occasione della Giornata della Memoria lo Spazio Pubblico Autogestito Leonkavallo (via Watteau 7, Milano) organizza la rassegna Suoni della Memoria: due giorni di film, concerti, libri e spettacoli sui vari aspetti della resistenza antifascista, sia durante la dittatura mussoliniana sia dopo, durante gli anni della strategia della tensione.
Stasera (22 Gennaio) dalle 20:00 si potrà assistere all’anteprima del documentario di Bruno Chiaravalloti Una questione privata; a seguire una cena antifascista e la presentazione del libro nato dal progetto Il fiore meraviglioso. Percorsi resistenti. La presentazione sarà seguita dai canti della resistenza riletti dai Friser, band che del progetto Fiore Meraviglioso è parte integrante. La serata sarà chiusa dalla performance teatral-musicale Oblomov, con Andrea Labanca e le musiche di Paolo Ciarchi e Guido Baldoni.

Domani (23 Gennaio 2010) il programma si apre al pomeriggio con la proiezione non stop di film e documentari a vario titolo resistenti (da Italiani brava gente?, che ripercorre le tappe della brutalità colonialista italiana, fino a I cento passi di Giordana). Conclusa la parentesi cinematografica, e la successiva cena antifascista, Renato Sarti e Bebo Storti riporteranno in scena il loro Mai Morti - ormai un classico del teatro civile italiano.
La serata si concluderà con il ritorno dal vivo dei
99 posse, che tornano ad esibirsi dopo sette anni di silenzio accompagnati dalla nuova leva Maddog.

Thierry Bignamini

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I Walt Disney Animation Studios tornano all’animazione tradizionale e realizzano un gioiello, un concentrato di luci, battute, personaggi e ambientazioni in grado di farci viaggiare in una New Orleans da fiaba e farci sognare a occhi aperti, almeno per un giorno.

La Principessa e il Ranocchio

Il segreto di una bella fiaba non sta tanto nella storia in sé ma nel come la si racconta: sappiamo tutti fin dall’inizio che alla fine vivranno tutti felici e contenti, ma non sappiamo in che modo arriveranno all’immancabile lieto fine, quali ostacoli si dovranno superare, chi darà una mano e chi tenderà un tranello. Ma se la fiaba è ben raccontata, può portarci molto lontano, in un mondo di illusione della cui effimericità siamo in fondo tutti consapevoli ma che siamo tutti disposti a ignorare pur di tornare bambini, almeno per la durata della pellicola. La Principessa e il Ranocchio è esattamente questo: un composizione perfetta di luci, battute, ambientazioni e personaggi, in grado di trasportarci lontano lontano, farci sognare a occhi aperti e farci vivere felici e contenti. Per tutta la durata della pellicola, sarete avvolti dalle suadenti note jazz delle musiche e delle canzoni di Randy Newman,  che si riprendono finalmente il ruolo di momenti dedicati all’esplorazione dei sentimenti dei personaggi, dai colori dei bayou che circondano La Nouvelle Orléans, dal calore e della rilassatezza dei personaggi che ne animano le strade. E vi divertirete (e vi emozionerete) insieme al resto della sala, con buona pace degli esperti di marketing che giudicano la qualità di un film dal numero di esplosioni che contiene e dalla percentuale di spettatori con il mal di testa alla fine della proiezione.

La Principessa e il RanocchioIl merito va, come in tutti i film, a tutti quelli che hanno lavorato a questo piccolo gioiello, dai registi John Musker e Ron Clemens (La Sirenetta, Aladdin) alla responsabile dello sviluppo visivo Lisa Keene, dall’ideatrice dei design dei costumi Lorelay Bove, agli animatori, tra cui spiccano Eric Goldberg e Andreas Deja, che sono riusciti a realizzare dei personaggi a tutto tondo. Ma soprattutto va a John Lasseter, Responsabile Creativo dei Walt Disney Animation Studios, che ha saputo dare nuova linfa ai creativi dello studio e rimettere al loro posto gli esperti di marketing, che avevano avuto troppa voce in capitolo negli ultimi anni e trasformato i film della Mouse House in lunghi spot per il merchandising, pieni di battute nate vecchie e gag trite e ritrite a base di rutti e flatulenze.

In questi giorni, fatevi del bene e andate a vedere La Principessa e il Ranocchio. E riscoprirete perché era così bello andare al cinema quando eravamo piccoli.

Massimo Potì

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CinemAmbiente: lo streaming che salva l’ambiente

Posted by Massimo Poti On November - 15 - 2009ADD COMMENTS

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Dopo la parziale delusione del nuovo sito del Museo Nazionale del Cinema, che manca completamente di modalità di condivisione dei contenuti, ecco un ottimo esempio di un uso intelligente del mezzo della rete.

Parliamo di CinemAmbiente, la rassegna di corti,  lungometraggi e documentari dedicati all’ambiente, giunta ormai alla dodicesima edizione e divenuta, grazie anche al rinnovato interesse del grande pubblico nei confronti del genere del documentario e delle tematiche ambientali, un appuntamento imperdibile nel sempre più affollato panorama di rassegne e film festival, che spesso si riducono a vetrine autoreferenziali e poco più. Non nel caso di CinemAmbiente, che è stato in grado di mettere in piedi un sistema di condivisione dei contenuti del festiva davvero ammirevole. Ne ho parlato nei giorni scorsi con Silvia Taborelli, Responsabile della programmazione e della ricerca di CinemAmbiente, che mi ha presentato nel dettaglio le innovative modalità di condivisione delle opere proiettate in occasione del festival.

Eh si, perché anziché liquidare con un’alzata di spalle il fatto che molte opere di alto valore artistico ed educativo non riescono a trovare distributori e rimangono chiusi nei confini dei festival specializzati, si sono spremuti le meningi e, insieme a TO-PIX, il Consorzios Piemontese per lo scambio del traffico Internet nell’area del Nord-ovest, hanno realizzato una piattaforma online per la condivisione delle opere che hanno partecipato al festival, messi a disposizione di tutte le scuole che desiderino fare uso di questo strumento.

Lo scambio e la duplicazione di videocassette, dvd e pizze (con tutti i costi annessi e connessi) diventa un ricordo del passato, una curiosità d’altri tempi, sostituito dalla tv on demand: basta visitare il sito tv.cinemambiente.it e scegliere il film che più ci interessa tra tutti quelli che hanno partecipato alle edizioni precedenti (digitalizzati e sottotitolati dal team del festival) e il gioco è fatto. Il filmato selezionato sarà disponbile in streaming di alta qualità sui monitor o addirittura proiettato su videoproiettore. I film possono essere ricercati per pubblico di riferimento (scuola primaria o scuola secondaria), per argomento o parole chiave, e sono disponibili percorsi tematici ad hoc come quelli dedicati all’acqua o al caos climatico. L’interfaccia è leggera, piacevole da navigare e riesce nel difficile compito di rendere intuitiva la navigazione in un mare magnum di contenuti. Il tutto a costi più che abbordabili: 50 euro l’anno per istitututi fino a 500 iscritti (100 euro per istituti oltre i 500) per la visione illimitata di tutti i film e i materiali presenti nell’archivio, per non parlare della possibilità di sottoscrivere abbonamenti cumulativi da parte del Comune.

Per ora sono escluse le proiezioni a scopi commerciali e private, ma la strada è decisamente quella giusta.

Massimo Potì

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Intervista in esclusiva a Princy, la principessa del Web

Posted by lino.garbellini On October - 27 - 2009ADD COMMENTS

lutto3 Lugano, 25/10/2009 -

Ecco un’ intervista con una delle ragazze più popolari del Web, in Italia e in Svizzera. Modella, vive a Lugano,
sta diventando famosa grazie a social network come Netlog e Facebook.
Per alcuni Princy è una scene queen, anche se è riduttivo definirla così. Princy è una trend setter tra gli adolescenti. Foto, moda e look, queste le sue keywords. Princy è uno stile di vita. Ma cosa sono
le scene queen?  Fenomeno nato in USA che si sta affermando anche in Europa, il termine scene sta ad indicare la Scena, gli scenesters sono i protagonisti che la occupano, le scene queen la dominano.
Inizialmente gli scenesters erano associati a musica alternativa (Hardcore, indie e fashionxcore, etc.) e al look relativo alle specifiche  e diverse subculture. Myspace, il primo social network utilizzato dagli scene made in USA per avere visibilità anche online, è, ormai,  affiancato e talvolta sostituito da altri social network
più popolari tra i giovanissimi. Piercing, tatuaggi, extension.
Elegante, ma alternativa e provocatoria. Fashion, ma nel suo stile, unico. Per molte ragazzine un punto di riferimento per il look e non solo.

Ciao Princy, innanzitutt, parlaci del tuo nome d’arte?

Semplicemente Princy è il sopranome con cui mi hanno sempre chiamato amici e parenti, proveniente dal mio nome di battesimo che ha come significato principessa. Lust invece rappresenta il mio peccato capitale preferito.

Cosa vuol dire essere una Web celebrity?

Significa essere popolari all’interno del Web e di conseguenza nella vita quotidiana.

Non amo separare questi due mondi, la Rete è un pezzo del puzzle della vita comunicativa di noi giovani; amo la parola popolare dove invece rifiuto il suo cosiddetto sinonimo “VIP” perché mi sembra quasi che voglia umiliare tutti coloro che non sono considerati celebri.

Quale motivo ti ha spinto ad avvicinarti ai social network?

In buona parte mi hanno spinto gli amici, per rimanere sempre in contatto con loro e comunicare facilmente, non ami i sistemi di istant messaging. Da quel momento ho scoperto un nuovo ambito in cui mostrare e condividere la mia popolarità.

Cosa significa per te la popolarità?

Significa avere la possibilità di molte nuove amicizie, scambi culturali e relazioni. Mi piace essere sotto i riflettori ed essere amata e odiata. Mi sento anche responsabile, dell’influenza che ho sui miei fans.

Cosa è cambiano negli ultimi mesi nella tua vita?

Su questa cosa rifletto molto e la mia risposta è sempre la stessa, io sono sempre Princy, me stessa. Mi sento semplicemente una ragazza che ha coltivato e tutt’ora nutre le sue passioni per l’arte e la moda.

Hai molti fans, ma anche alcune critiche. Come reagisci?

Ringrazio tutti i fans e gli amici. Alle critiche rispondo cercando il colloquio, sono una persona che ama la vita e non ama lo scontro gratuito.

Alcune delle tue foto sono provocatorie e forti, come spieghi questo tuo modo di esprimerti?

Desidera proprio provocare una reazione forte, non lasciare lo spettatore indifferente. Gli eccessi e gli opposti fanno parte del mio essere, e amo questo mio aspetto, è ciò che mi permette di essere reale.

Le persone che ti stanno vicino cosa dicono di tutto questo?

Mio padre conosce quello che faccio, lo apprezza e mi sostiene. Mia madre avendo lavorato nella moda è felice delle mie passioni, gli amici mi vogliono bene per come sono.

La mia dolce metà, mi sostiene sempre in tutto, è il mio angelocustode, mi lascia libera nelle mie decisioni ecammina accanto a me nella vita”.

Per quali motivi sei diventata famosa nel mondo di Internet?

La caratteristica principale per cui mi stimano i fan è la mia sincerità. Io sono me stessa, senza nessun filtro.

Come ti vedi tra venti anni?

Nel futuro vedo la gioia di poter coltivare le mie passioni, quali la creatività applicata alla moda. Tra 20 anni, mi vedo in una casa enorme ai margini della foresta con la mia dolce metà e tanti chihuahua.

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TEATRO:Perestroika e il crollo degli ideali

Posted by lino.garbellini On October - 26 - 2009ADD COMMENTS

dimg1Dopo il grande successo con cui è stata accolta l’anno scorso la prima parte di Angels in America. Fantasia gay su temi nazionali, Si avvicina il millennio, la nuova stagione teatrale dell’Elfo si apre con la seconda parte, Perestroika.
Ambientato nella New York reaganiana degli anni ’80, il testo del drammaturgo statunitense Tony Kushner è un capolavoro epico contemporaneo. Il quadro storico e politico non è un semplice sfondo della vicenda, ma è parte integrante dell’identità e delle contraddizioni razziali, religiose e culturali dei personaggi, che vivono un’epoca in cui il crollo degli ideali ha lasciato spazio solo all’avidità e all’autoritarismo, ben rappresentata nello spietato Roy (interpretato da un rocambolesco Elio De Capitani).
Nella prima parte, Roy, potente avvocato, reazionario e gay non dichiarato, propone una posizione di prestigio a Washinghton a Joe, giovane cancelliere di fede mormone sposato con Harper, che, angosciata dall’imminente fine del millennio e dai dubbi sull’identità sessuale di Joe, fugge la realtà rifugiandosi in un suo mondo onirico.
Prior dichiara al suo compagno, Louis, di essere malato di AIDS. Louis, sconvolto per la malattia di Prior, incontra casualmente Joe, che si aggrappa ai principi repubblicani e alla fede mormone per reprimere la sua omosessualità, fino a questo momento rimasta latente.
Nel frattempo anche Roy scopre di avere l’AIDS. Prior si aggrava, mentre Louis, che non sopporta di  assistere all’agonia del compagno, lo lascia. Joe ammette la propria omosessualità e rifiuta il posto a Washinghton, facendo infuriare Roy, che pensava di trarne dei vantaggi. Nella malattia Roy si trova a fare i conti con i propri fantasmi; così viene tormentato dall’apparizione dello spettro di Ethel Rosenberg, che lui stesso aveva condannato a morte (i Rosenberg negli anni ’50 erano stati condannati alla sedia elettrica come spie dell’Unione Sovietica).
Prior continua ad avere incubi e allucinazioni, fino all’apparizione finale dell’angelo.
Nella seconda parte – come indica il titolo perestroika, con cui ci si riferisce alla “ricostruzione” avviata da Gorbaciov, ma anche alla fine del comunismo – i personaggi riescono superare le loro paure e inquietudini. “Il rifiuto della disperazione è un obbligo”. In questa parte i riferimenti biblici, già presenti nella prima parte, si intensificano, con angeli “sessualizzati”, come a simbolizzare un sentimento della colpa che è tutto umano, in un mondo senza Dio.
Roy, ormai costretto in ospedale dalla malattia, è destinato alle cure dell’infermiere Belize, ex drag queen di colore, ed è sempre tormentato dal fantasma di Ethel Rosenberg che lo accompagnerà nei suoi ultimi giorni e nel declino sociale che andrà di pari passo.
Louis e Joe sono diventati amanti, ma alternano attimi di felicità a sensi di colpa, uno per Prior, l’altro per la moglie Harper, che nel frattempo è sempre più chiusa nel suo mondo immaginario. Prior nel frattempo, nella sua solitudine, è tormentato dalle visioni dell’angelo, che l’ha destinato a farsi “profeta del dolore”, sul quale riuscirà però ad avere la meglio, e in questo modo anche a uscire dallo stadio peggiore della malattia. Quando Louis torna da Prior, questo ha ormai una nuova consapevolezza e non vorrà più tornare indietro. Così anche Harper, di fronte al tentativo di riconciliazione di Joe, ha ormai deciso di costruirsi una nuova vita a San Francisco.
Il finale apre così una speranza, che è sia storico-politica, sia personale: nonostante la crisi e la sofferenza, se l’uomo prende in mano il proprio destino può trovare una via di uscita.
Chi è rimasto estasiato dalla prima parte, non rimarrà deluso dalla seconda. Chi non ha visto la prima, si sentirà subito coinvolto dalla straordinaria interpretazione del cast di attori che, alternando commozione e divertimento, riescono a dare vita alle contraddizioni dei personaggi di Kushner in tutto il loro spessore. La musica e le proiezioni che fanno da scenografia a un palcoscenico spoglio sono scelte sapientemente.
Un grande pezzo teatrale, che avvince ancora di più per la sua contemporaneità rievocando nostri temi nazionali: la mancanza di ideali, l’avidità di potere, la paura del diverso.

Ilaria Moro

Dal 22 ottobre al 22 novembre al Teatro dell’Elfo. Il 6-7 marzo, in occasione dell’inaugurazione del teatro Elfo Puccini in Corso Buenos Aires 33, andrà in scena l’edizione integrale.

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