di L.G.
Milano, 17 giugno 2010 – Nelle due finali a Siena l’Armani ha dimostrato di reggere due quarti contro i Campioni d’Italia. Questa sera in casa prova a vincere con l’aiuto dei suoi tifosi contro la corrazzata Montepaschi, un’impresa sfiorata l’anno scorso solo di un punto in gara 3.
Una delle due novità è il Forum di Assago pieno in ogni ordine di posti (10.602 persone presenti), sold-out per la prima volta in tutta la stagione. Entrambe le squadre scendono in campo con la maglietta “Io Aiuto - Un Nido per l’Aquila”, iniziativa benefica finalizzata alla costruzione di un asilo nido a l’Aquila di cui Marco Mordente è il testimonial. L’altra è la coreografia della curva di Milano, con tanto di striscione “la leggenda del basket siamo noi”, roba d’altri tempi.
La partita di Siena inizia con una bomba di Sato che esce da un blocco e tira in sospensione, quella di Milano con un’entrata di Rocca, entrambi simboli della stagione 2010 delle due finaliste. Al primo time out di Bucchi, l’Olimpia è già sotto, 10 a 4, per la squadra milanese questa finale sembra partita con il piede sbagliato. In cinque minuti il divario è già di 10 punti, 16 a 6; a Siena riesce tutto facile. Certo se Mike Hall al posto di guardare Stonerook da due metri di distanza lo marcasse, forse le cose cambierebbero.
La Montepaschi tira in questo quarto con una percentuale di quasi il 100%, a Milano riescono pochissimi tiri. Il primo quarto finisce 32 a 11 per la Montepaschi, la partita è virtualmente finita come la corsa alla scudetto. Milano non ha giochi in attacco, si scoraggia subito e soprattutto ha pochissime idee. Bucchi prova a rimediare al disastro attingendo a tutta la panchina, ma è decisamente difficile entrare a freddo e ribaltare una partita del genere.
La partita di Milano in questa fase sembra quella di una tentennante e impaurita squadra juniores che si gioca la prova della maturità con la prima squadra e prende una sonora batosta da chi dimostra di giocare a un livello decisamente superiore.
A metà partita siamo sul 57 a 36 per Siena, nel terzo quarto l’Armani gioca un po’ meglio, ma il resto della gara è senza storia.
La morale della partita è che se Sato e Mc Intyre azzeccano assieme un quarto in cui non sbagliano nulla, la partita per gli avversari è finita. Siena mette in cassaforte gara-3 nei primi cinque minuti e poi gioca come il gatto con il topo, fa spazio alle riserve e quando il Forum si scalda e gli avversari si avvicinano sfodera gli artigli.
Tirando fuori l’anima nell’ultima frazione di gioco, l’Olimpia riesce comunque a perdere solamente di 15, 88 a 75.
Nel naufragio dei padroni di casa si salvano Maciulis – 16 punti, quasi inesistente in difesa però – e Rocca che ha come unica pecca i centimetri di differenza con Eze e Lavrinovic che lo costringono a soffrire parecchio.
Sato migliore in campo (23 punti), sbaglia pochissimo e lotta fino alla fine come se la sua squadra fosse sotto di due punti. Bucchi in conferenza stampa dà la colpa alla stanchezza “fisica e mentale” e offre qualche anticipo sulla squadra dell’anno prossimo che sarà basata sul nucleo di quest’anno e che vedrà confermati tutti i giocatori con un contratto in essere (ndr: Finley, Mancinelli, Rocca, Mordente, Maciulis e Petravicius).
PAGELLE
di Giulia Serazzi
Olimpia Milano:
Mancinelli 6: fa bottino in attacco, ma entra quando la partita è già chiusa.
Hall 5: nel primo tempo il bambino viene portato ancora all’asilo da papà Stonerook. Poi decide di attaccare coi suoi tiri da campetto a frittata fatta.
Maciulis 6: è l’unico che sa come attaccare la difesa di Siena, ci mette grinta e muscoli. Ma i primi minuti, in cui Sato spacca la partita, lui assiste allo spettacolo.
Mordente 5: non gli entra il tiro e cade nella trappola di lasciarsi innervosire da avversari e arbitri.
Finley 4: l L’anno scorso fu il salvatore della patria per Siena in gara-3. Quest’anno continua il disastro totale delle prime due puntate. Resta il fatto che con questo sistema di gioco non combinerà mai nulla, perché se in velocità è un signor giocatore, a ritmi lenti non va da nessuna parte.
Bulleri 5,5: Almeno stavolta non fa danni. Come Mordente, ingaggia una faida con gli arbitri dopo essere stato picchiato come un tamburo ed essersi trovato lui con 5 falli sul groppone.
Rocca 6: è il solito lottatore, ma da solo contro i lunghi di Siena non potrà combinare mai nulla, soprattutto se in attacco nessuno gioca con lui un pick&roll degno di questo nome.
Monroe 5,5: poco impatto, sarebbe stato bello vederlo su McIntyre quando la gara aveva ancora un senso.
Arnold 5,5: come sempre, in attacco qualche buon movimento (quando Siena lo permette…) e dietro sembra il pedone in mezzo all’incrocio.
Bucchi 3: Inadeguato. Dopo aver preso gli schiaffi nelle prime due partite, si presenta a gara-3 come se nulla fosse successo. Non un’invenzione tattica, un tentativo di mettere qualche granello di sabbia negli ingranaggi di Siena. Attende che i buoi siano scappati per cambiare qualcosa nel primo quarto, decide (dice, con la società) che Becirovic non serve, ma soprattutto assiste passivamente all’approccio molle che la sua squadra ha avuto a questa partita.
Mens Sana Basket Siena:
Domercant 6: Serata tranquilla, ma tanto basta solo il fioretto.
McIntyre 7,5: Guida come col pilota automatico, azzanna subito la partita, tanto nessuno dall’altra parte lo attacca.
Zizis 7: Nel momento del timido rientro dell’Olimpia, lui piazza 5 punti, un assist e manda i titoli di coda alla stagione.
Eze 7: Gioca da stopper tenendo lontane le mosche dalla marmellata.
Carraretto 5,5: Una comparsata, che però gli frutta un -14 di plus/minus.
Sato 8: Imperiale. 23 punti con 13 tiri, difesa, regia, tutto. Con T-Mc, fa capire subito ai diecimila presenti che non c’è trippa per gatti.
Lavrinovic 6: Milano cambia sistematicamente su tutti i blocchi trovandosi così con accoppiamenti improbabili, e lui ringrazia. Non incide però come in altri tempi, ma tanto non serve.
Ress 5,5: Anche per lui come per Carraretto, qualche minuto di passerella.
Hawkins 6: feroce come una belva nella savana, finisce per eccedere e gioca solo 18 minuti per problemi di falli. L’accoglienza non esattamente cordiale riservatagli dal pubblico forse l’ha caricato troppo.
Stonerook 6,5: Battezzato da Hall sul tiro da fuori, stavolta torna ad avere la mira storta come gli capita spesso. Tira giù 9 rimbalzi. I suoi blocchi non sono mai regolari, ma finché il fallo viene fischiato all’avversario, giocare con lui è una pacchia.
Pianigiani 7: certo, con questa squadra forse potrebbe vincere chiunque. Però se giocano sempre meglio e trovano sempre la via più facile per il canestro, il manico dei meriti li ha. Poi, appena i suoi calano un minimo l’intensità (come nel terzo periodo) chiama al volo time-out e li rimette in riga.

