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il magazine con uno sguardo critico sul presente

Archive for the ‘libri’ Category

IL CARCERE SPIEGATO AI RAGAZZI

Posted by teskio On May - 9 - 2010ADD COMMENTS

copertinadi Patrizio Gonnella, Susanna Marietti

In questo spazio dedicato al fumetto abbiamo sempre cercato di alternare il serio con il faceto. Questa volta l’argomento è serissimo. Si parla infatti di carcere, del sistema penale italiano che, al momento, versa in grave crisi per il sovraffollamento e per l’inadeguatezza delle sue strutture. La sicurezza del cittadino è oggi un argomento attuale, così attuale da far vincere le elezioni ad alcuni partiti già da diversi anni. Instillare la paura e la convinzione che tossicodipendenti ed extracomunitari siano tutti delinquenti può essere, infatti, un’arma vincente per catturare un certo elettorato. Per far chiarezza su questo argomento delicatissimo, soprattutto tra i giovanissimi, l’associazione Antigone, una ONG nata nel 1991 per garantire i diritti del detenuto, ha curato per mano di Patrizio Gonnella e Susanna Marietti, rispettivamente presidente e coordinatrice nazionale dell’associazione sopra menzionata, un volume dal titolo eloquente: “Il carcere spiegato ai ragazzi”. Inizialmente pubblicato nel 2009 dalla casa editrice Sinnòs, una cooperativa sociale di ex detenuti, e distribuito dalla Regione Lazio ai ragazzi delle scuole superiori, ora il libro trova la via del circuito librario grazie a Manifestolibri.

“Il carcere spiegato ai ragazzi” è composto da 140 pagine e da brevi capitoli con testi curati da Antigone. Ognuno dei capitoli è dedicato a un aspetto della vita carceraria ed è illustrato da una singola tavola. Queste sono state disegnate da 21 matite illustri come Federico Appel, José Angel Arias, Mauro Biani, Stefano Casini, Paola Cassiano, Chito, Francesco Cipriani, Dido, Ellekappa, Francesco Feola, Milo Manara, Mario Marietti, Leo Ortolani, Nico Pillinini, Marco Pinti, Dariush Radpour, Andrea Rivola, Vincenzo Sparagna, Sergio Staino, Vauro e Allegra Via. Un mondo così a sé, eppure così vicino a noi.

Andrea “Teskio” Paoli

Prezzo: 12 euro

www.osservatorioantigone.it

www.manifestolibri.itvignetta

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FRANKENSTEIN

Posted by teskio On April - 18 - 2010ADD COMMENTS

cubierta_FRANKESTEIN.indddi Mary Wollstonecraft Shelley e Bernie Wrightson

Il media fumetto si è sempre sposato molto bene con l’horror e la fantascienza. Si è visto con le pubblicazioni della EC Comics, della Warren, della Marvel e in tempi recenti con la nostrana Bonelli. Ma non è sempre stato rose e fiori… Dopo l’introduzione del famigerato Comics Code Authority nel 1954 gli editori dovettero, infatti, fare i conti con la scure censoria, attenta sì, spietata eccome,  ma aggirabile con qualche piccolo accorgimento. Uno di questi era realizzare adattamenti a fumetti di opere letterarie. In ambito horror agli editori di comics si presentava un buon numero di scrittori da cui trarre spunto. Tra quelli più interessanti, oltre ad Edgar Allan Poe, c’erano sicuramente Bram Stoker e Mary Shelley. Proprio quest’ultima con il suo Frankenstein, or The Modern Prometheus pubblicato nel 1818, è stata scelta dalla Marvel nel 1973 per una serie a fumetti intitolata The Monster Of Frankenstein e realizzata da Gary Friedrich & Doug Moench (testi) e Mike Ploog & Val Mayerik (disegni). Un esperimento interessante - visto anche in Italia sul Corriere della Paura della Corno e quattro anni fa in un volume della collana Dark Side realizzato da Panini con La Gazzetta dello Sport - che però traeva solo ispirazione dallo scritto della Shelley.

Più attenta e fedele all’opera letteraria è stata invece la versione a fumetti di Bernie Wrightson (Swamp Thing, House Of Mystery) uscita inizialmente nel 1983 sempre per la Marvel. Ventisette anni dopo, quello straordinario incontro tra arte e letteratura è ancora considerato uno dei massimi traguardi dell’arte di ogni genere. Esaurito da anni, il volume è ritornato per mano della Dark Horse e dello stesso Wrightson nell’ottobre del 2008 in edizione deluxe, proprio per festeggiare i 25 anni dalla prima pubblicazione. In Italia eccolo solo oggi, in tiratura limitata, in un cartonato di grande formato che rende giustizia alle dettagliatissime arte di una delle leggende viventi della Nona Arte. Il volume contiene il testo completo dello splendido romanzo originale di Mary Shelley e un’introduzione di Stephen King e dello stesso Wrightson. Graficamente non aspettatevi un mostro alla Boris Karloff o alla Peter Boyle, perché la creatura disegnata da Wrightson e tutt’altra cosa. Ben più spaventosa e triste da osservare.

Andrea “Teskio” Paoli

www.planetadeagostinicomics.it

Prezzo: 25 euro

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IRON MAN

Posted by teskio On April - 10 - 2010ADD COMMENTS

La guerra della armature

Di Michelinie, Layton, Windsor-Smith

image_galleryNell’attesa di vedere a fine aprile nei cinema il secondo capitolo di Iron Man, la Panini ne approfitta  e cavalcando in anticipo l’onda di rinnovata popolarità che investirà nuovamente il nostro “testa di ferro”, pubblica accanto alla sua serie regolare mensile anche alcuni albi di storie autoconclusive. A parte l’adattamento ufficiale del film, sicuramente è interessante il nuovo volume della collana Marvel Gold, linea che da qualche tempo a questa parte ripropone ai lettori materiale supereroistico di qualità oramai esaurito da tempo. Stavolta tocca a “La guerra delle armature”, ciclo di storie (7+1 epilogo) pubblicate tra il dicembre dell’87 e il luglio del 1988 sulla collana Iron Man. Presentata per la prima volta in Italia dalla Play Press sul finire degli 80 e i primi dei 90, ora quella run scritta da David Michelinie e disegnata da Bob Layton, Mark D. Bright e – udite, udite! - Barry Windsor-Smith ritorna a noi in un formato prestigioso. In particolare vediamo il Vendicatore scoprire causalmente come la tecnologia della sua armatura sia stata rubata e impiegata nella costruzione delle corazze di molti supercriminali suoi avversari, ma anche di alcune armi del Governo. Mosso dal senso di colpa e dal suo – a volte ottuso – senso dell’onore, Tony Stark si impegna personalmente nello scovare tutti quelli che hanno i suoi congegni per poi disattivarli. Nella sua ricerca Stark arriva persino ad affrontare un agente del Governo (Stingray) e scontrarsi con uno dei suoi migliori amici (Capitan America), incrinando così un amicizia che sarà completamente distrutta più in là con la famigerata Civil War.

“La guerra delle armature” ebbe un buon successo commerciale e riportò in vetta la collana di Iron Man che in quel periodo languiva in fondo alle classifiche di vendita. C’è da dire che Michelinie & Layton furono gli stessi fautori di un altro grande ciclo di successo, “Il demone della bottiglia”, pubblicato nel 1978 e considerato ad oggi uno dei momenti più belli di Iron Man. Chiunque l’avesse perso può recuperarlo nella recente ristampa che la Panini/Marvel ha distribuito nelle fumetterie qualche tempo fa.

Andrea “Teskio” Paoli

www.paninicomics.it

Prezzo: 17 euro

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VALENTINA

Posted by teskio On April - 3 - 2010ADD COMMENTS

valentina-copertina-1-bio-2Biografia di un personaggio
Trilogia di Baba Yaga

di Guido Crepax

Erano decenni - almeno due - che Valentina Rosselli, il sensuale personaggio dalla frangetta inconfondibile creato dalla matita di Guido Crepax, mancava dalla libreria. Qualche tempo fa aveva fatto capolino in edicola, con una serie di pubblicazioni allegate a un noto quotidiano nazionale. Ancora prima, a metà degli Anni Novanta, ci aveva provato un editore romano con degli albi. Ma si trattava pur sempre di edicola. E un’opera come Valentina e - soprattutto un artista come Guido Crepax - meritano certamente un posto più consono al loro status, negli scaffali di una libreria appunto, accanto ai grandi autori e alla letteratura colta.
Icona di stile, Valentina è la città di Milano, quella elegante, fascinosa e artistica. Ma Valentina incarna anche la sensualità. la figura della donna emancipata bella e possente che sa cosa vuole (ciononostante Crepax litigò a lungo con le femministe del tempo che vedevano erroneamente nel suo personaggio una sorta di strumentalizzazione del corpo femminile). Ma Valentina era in primis il simbolo di una generazione - quella di fine Anni Sessanta - che stava attraversando grossi cambiamenti e che si stava proiettando nel futuro.
La recente mostra che si è tenuta da settembre 2008 fino a febbraio 2009 presso la Triennale Bovisa di Milano intitolata “Guido Crepax - Valentina, la forma del tempo” ha riacceso un certo interesse verso il Maestro milanese e la sua creatura, una curiosità risvegliata soprattutto nei giovani che non hanno vissuto l’epoca d’oro della Milano Libri e di Linus, il magazine che per primo pubblicò le sue avventure. Ecco quindi l’occasione per riscoprire Valentina, con una serie di pubblicazioni economiche che presentano accanto a tutte le storie, un apparato critico curato dagli eredi Crepax, i quali con note dettagliate vanno ad esplorare il background, le curiosità e i particolari nascosti nelle tavole dell’autore.
I primi due volumi ad uscire nella nuova edizione di Magazzini Salani sono “Biografia di un personaggio” e “Trilogia di Baba Yaga”, storie non facili ma che dal punto di vista figurativo sono capolavori che spiegano la genesi del personaggio, la sua evoluzione grafica (il primo volume) e l’origine del suo compagno (il secondo volume) Phil Rembrandt. Soprattutto “Trilogia di Baba Yaga” è una sorta di viaggio visionario che rivisita il mito di Barbablù e che mette Valenina contro una figura oscura (la strega Baba Yaga) che tenta di impadronirsi del figlioletto Mattia. Naturalmente la lettura di Valentina necessita di maggior attenzione rispetto a un normale fumetto, proprio per i particolari del disegno di Crepax e per lo stile della narrazione.

I più curiosi saranno felici nell’apprendere che questa iniziativa di Magazzini Salani si associa ad altre novità che proprio quest’anno prendono il via: una collezione di moda per Iceberg, il primo sito Internet ufficiale - guidocrepax.it e iovalentina.com - alcuni accessori per iPhone, accendini griffati così come oggetti per la casa, stampe artistiche su tessuto, nuove serie di poster autenticati, per non parlare dell’esportazione della mostra all’estero e di altri progetti sperimentali legati al design, alla moda e al gioco digitale.

Insomma Valentina, così come è stato per un altro personaggio di culto e tutto italiano come Diabolik, anche negli Anni Duemila è sempre attualissima e amata.

Andrea “Teskio” Paoli

www.magazzinisalani.it

Prezzo: 10 euro cad.valentina-copertina-2-trilo-2

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EIA EIA, BACCALÀ – LA GUERRA È FINITA

Posted by teskio On March - 29 - 2010ADD COMMENTS

baccaladi Jacovitti

Continua per mano di Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri (sì, proprio quelli che crearono i cosiddetti libri millelire!) la pubblicazione di volumi dedicati all’opera del maestro Benito Jacovitti. Considerato uno dei grandi nomi del fumetto italiano, capace di raccontare con i suoi strampalati personaggi (Cocco Bill il più celebre) e le sue tavole zeppe di dettagli e stramberie, l’evoluzione del costume e la storia d’Italia, Jacovitti ha iniziato giovanissimo la sua attività al tavolo da disegno. Esattamente nel 1939, quando a soli sedici anni, l’autore molisano pubblica la sua striscia a fumetti Pippo e gli inglesi sulle pagine della rivista satirica fiorentina Il Brivido. E proprio dei suoi esordi, del materiale che fino ad ora non si era più visto in circolazione, è dedicato questo bel volume di grande formato. Suddiviso in due blocchi storici (1940-1943 e 1945-1950), Eia Eia Baccalà - La guerra è finita ripercorre un periodo allo stesso tempo critico per l’Italia, ma anche di ripresa. Attraverso le storie riproposte osserviamo così due momenti ben distinti, quello dell’Italia fascista e quella del Dopoguerra, il passaggio tra il fascismo e la democrazia, tra monarchia e repubblica. Inutile dire che durante il primo furono molti gli italiani che, non certo per convinzione ma per adattamento o perché convinti della bontà delle idee, aderirono alla ideologia fascista. Jacovitti non era certo di sinistra, sicuramente era di destra, ma non quella convinta, becera e violenta, bensì quella umanamente disorientata dagli eventi, che si collocava in una zona cosiddetta grigia, che si faceva domande e che aveva molti dubbi sulle scelte del Regime. Soprattutto in ambito bellico. C’era molta confusione allora -  non che oggi ci sia più chiarezza, inendiamoci -  ma quel tipo di dubbio Jacovitti lo sentiva e lo trasmise in uno dei suoi personaggi: Battista l’ingenuo fascista. Quasi come si calasse nei panni di uno storiografico, Jacovitti con Battista, ma anche con Raimondo il vagabondo, Pippo, Pertica e Palla e La Famiglia Spaccabue ebbe l’occasione di mostrarci un graffiante e satirico ritratto dell’Italia, quella della guerra civile tra fascisti e partigiani, repubblichini e forze di liberazione. Ma anche quella della transizione, della ripresa economica, della piccola borghesia cattolica e dell’anticomunismo (i manifesti elettorali disegnati da Jacovitti che sono qui inclusi sono emblematici!). In un momento storico in cui appunto si assiste a una certa deriva a destra e la conseguente perdita della memoria, Eila Eila Baccalà - La guerra è finita ci riporta indietro nel tempo e ci mostra il passato come se fosse un po’ anche il nostro presente, con le stesse problematiche. Stilisticamente si osserva come l’acerbo tratto del sedicenne Jacovitti con il tempo si è fatto più sicuro e pulito, fino ad arrivare a quello che oggi ben conosciamo e ricordiamo. Anche i testi, le storie subiscono l’incedere degli eventi. Un ottimo spaccato a fumetti della prima Italia, coadiuvato da un apparato editoriale e commenti critici a cura di Gianni Brunoro, Goffredo Fofi e Anna Salepicchi. Ma anche un modo per recuperare del buon fumetto e certe atmosfere che avevamo perso di vista da un bel po’ di tempo.

Andrea “Teskio” Paoli

www.jacovitti.it

www.stampalternativa.it

Prezzo: 23 eurobac-21

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WU MING: ALTAI

Posted by ioleoso On March - 18 - 2010ADD COMMENTS

altaiUndici anni dopo Q, il romanzo che lanciò gli allora Luther Blisset nell’olimpo della letteratura italiana e non solo, il collettivo di autori bolognesi, nel frattempo ribattezzatisi Wu Ming, torna con Altai a cimentarsi con lo stesso periodo storico in cui il loro lavoro più noto era ambientato.

I personaggi di Q riappaiono cresciuti, invecchiati, altri invece sono in punto di morte. Ma il protagonista unico della vicenda che si dipana tra Venezia, Costantinopoli e Cipro è Emanuele De Zante: spia al servizio della Serenissima che, tradito dai suoi superiori, si trova costretto a fuggire.
Una fuga che lo porterà prima nei luoghi della sua infanzia, poi nei meandri dell’Impero Ottomano per approdarne infine nel cuore pulsante, Costantinopoli: un intricato labirinto di vicoli angusti e locande, una metropoli multietnica popolata da commercianti italiani, olandesi, francesi, moscoviti, arabi, bosniaci.
Ed è qui che De Zante verrà condotto dall’arcinemico di Venezia, Giuseppe Nasi, potente giudeo al servizio del Sultano e Duca di Nasso che conquisterà la fiducia di De Zante, facendogli riscoprire le sue origini ebraiche e coinvolgendolo nel suo folle sogno: conquistare l’isola di Cipro per farne un rifugio per ebrei e per “tutti i perseguitati del mondo”.

I Wu Ming ritornano dunQ, ma sarebbe scorretto considerare Altai il suo seguito: unico vero collante tra le due vicende è la presenza del protagonista dell’opera prima dei Wu Ming, che qui riappare invecchiato e stanco, con il nome arabo di Ismail. È una presenza importante, ma comunque secondaria, forse anche un po’ forzata.
Ciò che davvero accomuna i due romanzi è l’attenzione verso i perdenti della Storia, l’ ossessione dei protagonisti per la ricerca di una terra di giustizia – da conquistare con la forza e le guerre –, la delusione e l’impossibilità di ottenere quanto sognato.
Temi che ritornano, almeno in parte, in tutti i romanzi del collettivo bolognese, e che in Altai sono affiancati da una maggiore attenzione riservata al mondo femminile: enigmatico, insondabile, ma attivo e decisivo anche nei giochi di politica e guerra riservati agli uomini.

Un romanzo sicuramente riuscito, affascinante, avvincente, che indaga con la solita precisione e documentazione nelle pieghe delle vicende storiche, senza timore di schierarsi e provare ad azzardare delle ipotesi sulle motivazioni che hanno portato i protagonisti alla disfatta (il che è valso ai Wu Ming le accuse di orientalismo, occidentalismo, sionismo). Ma è inevitabile, già nel corso della lettura, trovarsi un po’ con l’amaro in bocca. Dove Q era un romanzo complesso, costruito con diversi registri letterari e numerose soluzioni stilistiche (come dimenticare lo stupendo scambio epistolare tra Carafa e la sua spia), a tratti corale e da seguire attentamente per non perdersi nei salti cronologici, Altai è invece molto più semplice e lineare, con un solo protagonista, un solo stile e una sola vicenda.
E per quanto non sia certo un romanzo superficiale, anzi, l’inevitabile confronto con Q è abbastanza impietoso.

Andrea D. Signorelli

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Edito dall’editore Dario Flaccovio Brucerò la Vucciria è un progetto a cavallo tra letteratura e musica.
Un Libro + CD o un CD + libro?
Il progetto prende le mosse dalla musica della band palermitana, ma la parte letteraria che accompagna, arricchisce ed espande i temi dei brani si prende prepotentemente il suo spazio, s’impone all’attenzione e vive di vita propria.

Ascoltare la prima traccia (Brucerò la Vucciria) dopo gli album di Pan del Diavolo e Donsettimo fa sospettare che in Sicilia sia nato un movimento di revival del rock’n'roll classico di stretta osservanza Presleyana, ma è un’idea che si allontana ben presto, poichè il resto dell’album segue sentieri musicali assai diversi.
Si tratta di un vero e proprio concept album sulla città di Palermo, i suoi abitanti e le sue storie.
Scritto nel capoluogo siciliano, è stato registrato in Brasile - alla corte di Moreno Veloso - per osservare Palermo dalla giusta distanza.
I dieci brani si inseriscono in quella sorta di spazio bianco comunemente definito Patchanka: un grammelot musicale in cui convivono la canzone d’autore, il folk, il rock, la musica etnica e quella tradizionale e molto altro ancora. L’influsso di Veloso (figlio del grande Caetano) si riconosce in qualche arrangiamento e nell’orchestrazione, che vede l’introduzione di strumenti pressochè sconosciuti in Italia come l’alfaia del maracatu che si affiancano ad elementi della tradizione meridionale (il tamburello) ,ed nordafricana (il riq): una stratificazione culturale e sonora che ricorda la commistione di popoli e culture che ha dato vita a Palermo come la conosciamo oggi.
I racconti contenuti nel libro vogliono essere - a contraltare delle canzoni - un campionario di scorci, storie, atmosfere palermitane. Un modo per descrivere la città dall’interno.
Le atmosfere, però, spaziano dal metafisico (in senso prettamente artistico) del bel racconto di Cesare Basile fino al sovra-reale in stile Garcia Marquez dell’unico racconto firmato dagli stessi Akkura, quasi che Palermo non si potesse descrivere se non attraverso paradossi, metafore o visioni immaginifiche.
Non sappiamo, nè ci interessa sapere, se si tratti di una coincidenza frutto della temperie culturale palermitana o di una precisa scelta di compilazione. Fatto sta che la città - che resta sempre sullo sfondo dei racconti, a stento nominata - emerge prepotentemente con quell’atmosfera contrastata, ricca di paradossi e di inspiegabili e stridenti accostamenti, che la caratterizza da sempre.
Non è - ovviamente - una descrizione del tutto fedele: manca molta della normalità palermitana, così come mancano le parti più aberranti della società siciliana in genere. Si tratta soprattutto di racconti che coinvolgono e descrivono un sottobosco di personaggi particolari tipicamente siciliani: artistoidi marginali, nobili decaduti e innocui pazzi che, come sempre accade, riescono a descrivere il tono e l’anima profonda di una città.

Akkura - Brucerò la Vucciria (col mio piano in fiamme) - Dario Flaccovio Editore - 124 pagine + CD - € 16,50.

Thierry Bignamini

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