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September - 2010
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dieZeitGeist

il magazine con uno sguardo critico sul presente

Archive for the ‘Approfondimento’ Category

Vent’anni di carriera, quattordici album pubblicati, e un segno indelebile lasciato per sempre nel mondo della musica hip hop. È questo il lascito di Guru, fondatore con il partner di sempre Dj Premier dello storico gruppo dei Gang Starr, oltre che artista che ha contribuito a rinnovare il panorama della musica black grazie alla serie Jazzmatazz, che ha reso il rapper nativo di Boston famoso anche nel nostro continente.
E poco importano tutte le polemiche che hanno seguito la sua morte, avvenuta a 43 anni per cancro lo scorso 19 aprile. Polemiche in cui è stato pesantemente coinvolto il nuovo produttore di Guru, Solar, accusato (probabilmente a ragione) dalla famiglia del rapper di Boston di averlo volontariamente isolato dalla famiglia e allontanato da Dj Premier, con cui l’mc non aveva più rapporti dal 2003, approfittando della malattia per scopi personali.
Una vicenda che ha visto rincorrersi voci di tutti i tipi e che è progressivamente deteriorata nei mesi di marzo e aprile. Periodo in cui, durante una convalescenza in ospedale a seguito di un arresto cardiaco, la famiglia di Guru e lo stesso Premier sono stati sistematicamente tenuti all’oscuro di quanto stesse avvenendo.

Guru in uno scatto del 2006 (foto by Barbara Mürdter)

Guru in uno scatto del 2006 (foto by Barbara Mürdter)

È triste che la morte di una figura così importante abbia fatto parlare quasi solo per i torbidi sospetti da cui è stata circondata, ma tutto questo non può oscurare una carriera di straordinaria importanza, iniziata nel 1989 con la pubblicazione del primo album firmato dal duo Guru & Premier, No more mr. nice guy, seguito, nel 1991, da Step in the Arena.
Il secondo disco consacra definitivamente i Gang Starr come uno dei gruppi di punta della East Coast, facendo conoscere in tutto il mondo lo stile particolare di Guru, tecnico e monocorde, e proprio per questo immediatamente riconoscibile, e i beats di Dj Premier, produttore diventato in breve tempo simbolo vivente del suono della costa orientale, dall’importanza paragonabile solo a quella avuta da Dr Dre nel caratterizzare l’hip hop della West Coast.
Siamo infatti negli anni appena precedenti all’esplosione della classica contrapposizione east coast/west coast, in cui da una parte troviamo artisti e gruppi come Nas, Mobb Deep, Notorious BIG e dall’altra i vari 2 Pac, Snoop Dogg, Ice Cube.
Una rivalità che ha fatto la storia dell’hip hop, ma a cui i Gang Starr non hanno mai preso parte, mantenendo le distanze sia dal gangsta rap (nonostante il nome del duo) sia dai gruppi nati per contrapporsi alla visione negativa imperante in quel periodo, come i De La Soul o A Tribe Called Quest. L’hip hop dei Gang Starr aveva nella musica il suo messaggio, la sua essenza: rime & beats. Uno stile puro e indipendente, che ha permesso al gruppo di raggiungere un importante successo commerciale senza mai dover fronteggiare l’accusa di essere, appunto, commerciale.

Entriamo così nella golden age dell’hip hop, che va dal 1994 al 1998. Le stesse date in cui i Gang Starr pubblicano il quarto e quinto album della loro carriera, Hard to earn e Moment of truth. Proprio quest’ultimo è il disco di maggior successo a firma Guru & Premier, e, secondo chi scrive, il loro vero capolavoro, dimostrazione di una volontà di restare al passo con i tempi senza uscire di un millimetro dalla via tracciata dagli album precedenti, come lo stesso Guru spiega nell’intro dell’album.

We had the right idea in the beginning
And and we just need to maintain our focus, and elevate
What we do we update our formulas
We have certain formulas but we update em (oh right)
with the times, and everything y’know
And and so… y’know
The rhyme style is elevated
The style of beats is elevated
but it’s still Guru and Premier
And it’s always a message involved

Nel 1999 viene invece pubblicato un greatest hits in occasione del decennale del gruppo: Full Clip, a decade of Gang Starr, in cui è contenuto l’inedito Full Clip, dedicato alla memoria di Big L, rapper morto assassinato all’età di 23 anni. Pezzo che, a distanza di oltre dieci anni, causa ancora reazione fortissime ogni volta che viene suonato dai dj di tutto il globo. Un vero e proprio classico.
L’ultimo album del duo risale invece al 2003, The Ownerz. Lavoro con al suo interno ottimi pezzi (come Skillz o Rite where u stand) e che ottiene un buon successo, ma che mostra anche come il gruppo abbia ormai probabilmente detto tutto quello che doveva. Ed è proprio nel 2003 che Guru e Premier, dopo un ultimo tour in cui fanno tappa anche a Milano, rompono senza più ricomporlo un sodalizio durato 15 anni.

Jazzmatazz volume 1 (1993): il primo esperimento di contaminazione tra hip hop, jazz e soul.

Jazzmatazz volume 1 (1993): il primo esperimento di contaminazione tra hip hop, jazz e soul.

Ma la carriera di Guru non è stata contrassegnata solo dai Gang Starr. In Europa, infatti, il vero successo lo ha conosciuto soprattutto grazie a Jazzmatazz: fondamentale progetto a cui il rapper da vita già nel 1993 con Jazzmatazz vol.1, combinando rap e hip hop con jazz e acid jazz, grazie all’apporto di artisti del calibro di Roy Ayers, Ronny Jordan, Brandford Marsalis, N’Dea Davenport e altri.
Il lavoro non ottiene un grande successo negli States, ma permette a Guru di sfondare definitivamente nel nostro continente, da sempre più ricettivo nei confronti delle sperimentazioni, e di proseguire la saga di Jazzmatazz con altri tre capitoli, pubblicati nel 1995 (Vol. 2, The new reality), nel 2000 (Vol. 3, Street Soul, dall’impronta maggiormente soul e r&b) e infine nel 2007 (Vol. 4, Back to the future), interamente prodotto dal già citato Solar.
Una saga che ha ottenuto un successo di critica raro per un artista rap, mostrando come Guru non fosse solo un mc ben al di sopra della media, ma anche un vero amante della musica capace di creare album di puro hip hop come di mettersi in gioco per sperimentare nuove formule.
One of the best yet.

Andrea D. Signorelli

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MILANO: PROCESSO AL ROCK AND ROLL

Posted by ioleoso On February - 12 - 2010ADD COMMENTS

springsteenDisturbo della quiete pubblica. Questo il capo di imputazione che pesa sulla testa di Claudio Trotta, promoter di Barley Arts reo di essersi occupato dell’organizzazione del concerto milanese di Bruce Springsteen nel Giugno del 2008.
In quell’occasione, per riassumere, il musicista del New Jersey prolungò il suo concerto di ben ventidue minuti rispetto all’orario previsto per lo stop alla musica (le 23.30), superando leggermente anche i limite dei 78 decibel imposto per i concerti allo stadio Meazza.

Le polemiche seguite alle proteste del comitato “San Siro Vivibile” ed i limiti molto pesanti imposti dall’amministrazione per prevenirne di nuove avevano già indotto sia Springsteen (nel 2009) sia molti altri artisti (gli ultimi in ordine di tempo sono stati gli AC/DC e Paul McCartney) a disertare lo stadio milanese, preferendo - per le proprie date estive - altre arene come quella di Udine.

Malgrado l’assessore Terzi, occorre dargliene atto, abbia cercato di difendere la musica a San Siro, ormai anche a Milano, come capita sempre più spesso in tutto il paese, le manifestazioni musicali vengono considerate come problemi di ordine pubblico e non come risorse, causando un generale impoverimento sia culturale che economico (basti pensare all’indotto turistico) della città.
meazzaCapiamo il disagio dei cittadini esposti al rumore dei concerti di San Siro, ma ci duole far notare come si tratti di un disagio limitato a pochi giorni l’anno, diversamente da quello che coinvolge gli abitanti di altre aree della città (basti pensare al Cavalcavia del Ghisallo ed in generale alla circonvallazione) dove a causa del traffico il superamento dei 78 decibel, sia di giorno che di notte è la normale realtà quotidiana.

Ciò che maggiormente irrita, però, è il differente trattamento riservato a chi organizza spettacoli rispetto a chi si occupa di calcio.
Tra parcheggio selvaggio, traffico impazzito, cori, cortei di clacson di festeggiamento, siamo certi che il disagio causato ai residenti del comitato da una partita di champions league non possa essere molto minore a quello causato da un concerto rock, ma non ci pare di avere mai visto alla sbarra Massimo Moratti o Adriano Galliani a rispondere del frastuono causato da un goal di Balotelli o di Ronaldinho.

Thierry Bignamini

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N.A.S.A. "The Spirit of Apollo"

N.A.S.A. "The Spirit of Apollo"

The Spirit of Apollo non è certo una novità discografica: il primo LP del collettivo N.A.S.A. risale, infatti, al Marzo dello scorso anno. Vale la pena di parlarne, però, perchè sulle TV musicali è in rotazione in questi giorni il bel video di Spacious Thoughts, che senza dubbio incuriosirà molti.

N.A.S.A. (acronimo di North America South America) è un duo di produttori formato dallo statunitense Squeak E. Clean e dal brasiliano DJ Zegon.
Il primo è noto, soprattutto, come autore di musiche per spot pubblicitari e produttore artistico dell’album Show your bones degli Yeah Yeah Yeahs, mentre il secondo - per quanto ignoto al grande pubblico Europeo e Nord Americano - ha collaborato a lungo con il gruppo seminale dell’hip hop brasiliano Planet Hemp.

The Spirit of Apollo è uno di quegli album che ciclicamente compaiono nel panorama hip hop internazionale: un  progetto in grado di superare i confini del ristretto circolo di appassionati della musica black ed imporsi all’attenzione della fetta più attenta (e meno modaiola)di fan del rock indipendente. Come è già - ad esempio - accaduto allo splendido progetto Peeping Tom di Mike Patton, anzi, il rischio che i N.A.S.A. corrono è quello di passare assolutamente inosservati agli occhi dei fan dell’hip hop, attirando un pubblico ben diverso da quello che - forse - loro stessi si sarebbero aspettati.

La caratteristica principale di The Spirit of Apollo è quella di essere un album di produttori: i N.A.S.A. - cioè - si sono occupati di realizzare le musiche ed hanno affidato la componente vocale a grandi nomi dell’hip hop (soprattutto del passato) come Chick D, il sommo KRS One, Kool Keith, Method Man o Del The Funkee Homo Sapiens affiancati - e questa è la caratteristica eclatante - da mostri sacri del rock e del blues come John Frusciante, David Byrne e Tom Waits (che compare proprio nel singolo Spacious Thoughts).
Un fenomeno curioso, ma che si verifica spesso negli ultimi anni, è l’apparente maggior coesione artistica che molti producer album hanno rispetto ai dischi pubblicati da molti MC. E’ sempre più diffusa l’abitudine di molti artisti di pubblicare album che sono in realtà raccolte di singoli, con produzioni affidate a musicisti diversi, scelti spesso sulla base del successo commerciale e non di un effettivo sodalizio artistico; album apparentemente privi di un progetto unitario. Diversamente accade che i collettivi di produttori realizzino con estrema libertà i propri progetti, e riescano - pur affidando le parti vocali ad artisti molto diversi - a far suonare l’album ottenuto come un tutto.

Se musicalmente l’album si caratterizza per un’alternanza di produzioni classiche ed innovative, che si discostano sempre dall’ormai abusato Timbaland Sound e rimandano a volte all’era dorata dell’hip hop di metà anni novanta o - in altri casi - all’elettronica alternativa d’inizio millennio, a catturare l’attenzione sono anche e soprattutto gli splendidi video, piccoli cortometraggi d’animazione pensati come delle vere e proprie opere d’arte autonome.
Il gruppo ha creato un canale youtube, che accanto a qualche live e ad un documentario sulla realizzazione dell’album propone tutti i video fin qui realizzati.

Tra i nostri preferiti è d’obbligo citare Money, in cui è l’inconfondibile grafica di Shepard Fairey/Obey Giant ad accompagnare le voci David Byrne, Ras COngo, Seu Jorge, Z-Trip e del redivivo Chuck D (Public Enemy); il divertente cartone animato underground realizzato per Hip Hop e, soprattutto, l’inquetante cyberpunk-gangster movie che accompagna A Volta con le voci di Sizzla, Amanda Black e Lovefoxxx.

Thierry Bignamini

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Domani, nell’ambito del Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza si terrà Musica Contro l’Omofobia, una sorta di festival nel festival nato per denunciare il dilagare in Italia di atti di discriminazione, violenza ed intimidazione ai danni di omosessuali, bisessuali e transgender.
posi official shooting 09Ideato dal cantautore Ciri Ceccarini Musica Contro l’Omofobia vedrà alternarsi sul palco esponenti di generi molto diversi, dalla bossanova di Valeria Vaglio al pop acustico di Alessio Caraturo, dal rock pop di Maria Pia e i Serpenti fino ai ballabili della show band dello stesso Ceccarini.

Tra gli artisti coinvolti anche Posi, che a Faenza proporrà la propria consueta miscela di electro-house ed hip hop.
Posi è stata recentemente vittima di una vera e propria censura da parte di Facebook.
Il 30 ottobre scorso lo staff del popolare social network ha deciso di accogliere le segnalazioni di alcuni utenti che bollavano come contenuti non idonei e materiale violante l’etica morale i riferimenti ai brani Voglio farmi la DJ e Lamette (brano che riprende l’omonimo successo d Rettore).
Il profilo di Posi, la fan page e i profili di tutti i collaboratori sono rimasti oscurati - nonostante le ripetute richieste di chiarimento - fino all’11 di Novembre quando, grazie al battage creato dall’artista ed al grande e rapidissimo successo della nuova fan page prontamente aperta, il profilo personale di Posi è stato riaperto (ma non la vecchia fan page, permanentemente cancellata).
La cosa che lascia spiacevolmente stupiti è, però, la rapidità che Facebook ha dimostrato nel dare credito a segnalazioni assurde: il testo ed il video di Voglio farmi la DJ sono senza dubbio espliciti, ma non più di quelli di moltissima altra musica - da club e non solo - che non subisce alcuna censura e, anzi, viene abitualmente programmata su radio e televisioni nazionali anche nella cosiddetta fascia protetta.
E’ chiaro come agli occhi di qualche bigotto moralista la tematica esplicitamente Gay di Voglio farmi la DJ risulti particolarmente scandalosa, ma non si spiega come mai un network sociale come facebook abbia scelto di sposare questa linea retriva oscurando senza possibilità di appello e senza richiedere preventivamente la rimozione dei contenuti inappropriati.

posi official shooting 09La fan page di Posi, insomma, è stata trattata alla stessa stregua dei gruppi pro Bernardo Provenzano, ma la differenza è - ovviamente - abissale: da un lato abbiamo un’artista che - in modo assolutamente legittimo - parla con onestà di omosessualità e bisessualità (orientamenti sessuali perfettamente leciti), dall’altra un gruppo che inneggia - si pure con spirito goliardico - ad un capo mafioso condannato in via definitiva per reati molto gravi.
La speranza è che quello dello staff di Facebook sia stato un semplice errore, ma lascia stupiti come in Italia - anche sul web - chi parla di omosessualità in modo onesto e diretto sia sempre esposto al rischio di censura, così sconvolge il fatto che ancora oggi sia necessario organizzare iniziative di sensibilizzazione, perchè chi vive la propria omosessualità senza nascondersi si trova ancora esposto al rischio di essere oggetto di violenza in quanto provocatore.

Thierry Bignamini
Foto Giulia Bruno per Vuotopuro

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SOCIAL OPERA HOUSE, TWITTER VA ALL’OPERA

Posted by ioleoso On August - 26 - 2009ADD COMMENTS

Social Network, crowd sourcing, web 2.0, microblogging: l’idea di associare questi termini alla musica erroneamente detta classica e, peggio, all’opera lirica può apparire bizzarra.
royal-opera-house-of-londonL’opera è - all’occhio del profano - un mondo immobile, fatto di ori e velluti polverosi, fermo alle realizzazioni e agli stilemi canonizzati nel XIX° secolo, lontanissimo dalle innovazioni e dalle contaminazioni dell’epoca moderna.

L’opera contemporanea, però, esiste e la Royal Opera House di Londra quest’anno ha anche deciso di sperimentare un’opera sociale aprendo la stesura del libretto ai contributi del pubblico.
Quale poteva essere lo strumento scelto per questo esperimento se non Twitter? Per tutta l’estate sul canale #youropera si sono alternati i contributi degli utenti che partendo da un incipit volutamente molto vago (Una mattina, molto presto, un uomo ed una donna stavano mano nella mano nel Covent Garden di Londra. L’uomo si girò verso la donna cantando…)
lanciato sul blog della prestigiosa istituzione londinese hanno dato vita ad un vero e proprio libretto che sar�
rappresentato il 5 ed il 6 Settembre 2009 nell’ambito del festival Deloitte Ignite.

Il rischio di creare un pasticcio senza capo nè coda sembra elevatissimo, ma a giudicare dalle tre scene del primo atto il cui testo - opportunamente distillato - è disponibile sul blog della R.O.H. il risultato sembra piuttosto buono, con una relativa unità sia a livello di trama che a livello stilistico.
Per i più increduli - in ogni caso - un servizio della BBC del 10 Agosto scorso presenta le primissime battute dell’opera interpretate da un tenore della R.O.H.

Certo il crowd sourcing non sarà il futuro della scrittura drammatica, ma l’esperimento è senza dubbio di grande interesse sia per ciò che riguarda i rapporti - troppo spesso inesistenti - tra tecnologia e musica colta sia per ciò che concerne le dinamiche sociali relative alla collaborazione creativa su scala - potenzialmente - mondiale.

Thierry Bignamini

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Terza ed ultima puntata del reportage di Dabol-G.

In questa puntata le foto delle esibizioni domenicali (Super Elastic Bubble Plastic, Julie’s Haircut e Marta Sui Tubi) più diversi scatti realizzati tra il pubblico nei tre giorni del festival.

Come sempre cliccando sulla pagina della foto si aprirà la pagina corrispondente.

sebp

SUPER ELASTIC BUBBLE PLASTIC

jhJULIE’S HAIRCUT

mstcoorMARTA SUI TUBI (SET A COLORI)

mstbnMARTA SUI TUBI (SET BIANCO E NERO)

gente-colorFOTO TRA IL PUBBLICO (A COLORI)

genteFOTO TRA IL PUBBLICO (IN BIANCO E NERO)

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Prosegue la pubblicazione del reportage realizzato al MI AMI 2009 dal nostro inviato Dabol_G che, per la serata di Sabato 6 Giugno, ha seguito le esibizioni di ARSENICO, MINNIE’S + LORD BEAN, BEATRICE ANTOLINI, LINEA 77 e SICK TAMBURO.

Cliccando sull’immagine si aprirà la pagina con le foto del concerto.

arsenico

ARSENICO

minnies

MINNIE’S + LORD BEAN

antiolini

BEATRICE ANTOLINI

linea

LINEA 77 (SET B/N)

lineacolore

LINEA 77 (SET COLORE)

sick

SICK TAMBURO

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