Arriverà a breve anche in Italia la Zero S, primo prodotto della californiana Zero Motorcycles ad essere omologato per l’uso stradale. Non è il primo caso di motociclo elettrico che potremo vedere sulle nostre strade, ma fino ad oggi si è sempre trattato di piccoli scooter in plastica colorata con peso da camion, potenze che non permettevano di affrontare nemmeno un cavalcavia ed autonomie ridottissime o, nella migliore delle ipotesi, di prodotti come il Vectrix (un maxi scooter ddalle prestazioni più che soddisfacenti, seppure penalizzato dall’autonomia molto scarsa), la Zero S - al contrario - è una vera e propria Motard.
Le Motard, per i non avvezzi alla terminologia tecnica, sono derivate dalle moto da cross/enduro che, con l’adozione di pneumatici stradali e qualche modifica all’assetto, competono su percorsi in parte di terra (simili a quelli del cross ma meno estremi) ed in parte (circa due terzi) costituiti dal tracciato dei cartodromi.
Vale a dire una delle categorie di moto più sportive ed entusiasmanti.
Se a questo si aggiunge il fatto che per la maggior parte le piccole motard stradali sono delle vere e proprie repliche di quelle da gara, non velocissime ma estremamente maneggevoli e straordinariamente potenti, si capisce perchè il lancio della Zero S lascia piacevolmente stupiti. Gli scooterini (o scooteroni) visti fino ad oggi, infatti, non si rivolgevano ad un pubblico di motociclisti, bensì a persone - ben lontane dall’immaginario della moto sportiva - che volessero un mezzo di trasporto più comodo della bicicletta per muoversi in città.
La moto, quella vera, è un’altra cosa. Per un motociclista, anche il più tranquillo, dietro la moto c’è un mondo di passione, una sorta di filosofia di vita.
Il motociclista medio, tra l’altro, è affetto da una forma di feticismo che lo porta a godere - oltre che del piacere del viaggio - delle sensazioni tattili trasmesse dal contatto con una moto, dell’odore di benzina e olio, del rumore degli scarichi. Portare il motore elettrico in questo mondo è un’azzardo, una vera sfida.
Zero Motorcycles non è nè la prima nè l’unica casa a fare esperimenti in questo senso (basti pensare che da quest’anno al Tourist Trophy dell’isola di Man è stata aggiunta l’apposita categoria TTX dedicata
alle moto elettriche), ma è la prima a tentare la produzione in serie di un mezzo omologato per l’uso stradale che consenta prestazioni paragonabili ad un mezzo a benzina ed un’autonomia non troppo ridotta.
Dalle prime prove emerge un mezzo dalle prestazioni più che soddisfacenti in città o su percorsi stretti (grazie ai circa 31 kw di potenza e ad un’accelerazione da fermo bruciante), ma con una velocità massima piuttosto bassa (circa 100 km/h) ed un’autonomia ancora troppo ridotta (circa 100 km).
L’assenza di frizione, cambio e - soprattutto - di una voce, saranno ancora un ostacolo insormontabile per la maggior parte dei centauri, ma la speranza è che questo prodotto sia (come fu la Tesla Roadster per le quattro ruote) il primo passo per ripensare - contemporaneamente - l’idea di mobilità e quella di veicolo elettrico.
Paradossalmente è proprio nel settore motociclistico che questo ripensamento sarà più difficile: per la maggior parte degli automobilisti la macchina è - fondamentalmente - un mezzo di trasporto, per quanto caricaricata di valori emotivi possa essere; la motocicletta - come già detto - sottende un mondo di valori molto più ampio dal quale sarà più difficile allontanarsi.
E’ auspicabile che attraverso esperimenti come la Zero S o la sportivissima Mission One si riesca ad intaccare la percezione - decisamente tradizionalista - che i motociclisti hanno del proprio mezzo, introducendo nuovi elementi che possano sostituire egregiamente i vecchi stimoli emozionali: ad esempio il suono di un bicilindrico in accelerazione regala emozioni meravigliose, ma la sensazione di viaggiare a 100 km/h in perfetto silenzio su una strada di campagna potrebbe essere uno stimolo, per lo meno, altrettanto forte.
Thierry Bignamini
Nelle foto: La Zero S in azione sulle strade di Santa Monica, una moto elettrica alla partenza del TTX 2009 e una seconda motocicletta elettrica in una curva del tracciato del TTX 2009.

