9
September - 2010
Thursday
Feed RSS - aggiornamenti in tempo reale

dieZeitGeist

il magazine con uno sguardo critico sul presente

Archive for July, 2009

FARE SOLDI - SAPPIAMO DOVE ABITI

Posted by ioleoso On July - 31 - 2009ADD COMMENTS

fare_soldi_sda Sorridere ballando fa ballare meglio la gente? Le ricerche mediche, indirizzate dalle multinazionali verso questioni di minore importanza come le malattie mortali,
hanno sempre ignorato questo aspetto. Ma finalmente due musicisti elettronici italiani stanno tentando di dare una risposta.

Questo il delirante esordio della pagina dei Fare Soldi sul sito della loro etichetta (la friulana Riotmaker), che introduce perfettamente nel mondo surreale e
plasticoso del duo.

I 16 brani, dai titoli assurdi (Message in Abbado, I wanna feel Collins e Il vecchio e il mullet, per citarne alcuni) creati da Luka Carnifull e Santana Pasta
ricreano il sound della disco dell’inizio degli anni ottanta, già proiettata verso il synth pop ma ancora influenzata dal funk. Sonorità che fanno pensare ai colori desaturati
di certi film italiani à la Sposerò Simon Le Bon, ad atmosfere cariche di un ottimismo verso il futuro che era e - al contempo - dell’inconscia percezione dell’inarrestabile
decadenza di un mondo.

Nella mistura generata dai campionamenti bulimici di Carnifull e Pasta c’è la disco-music dell’ultimo periodo, come detto, c’è l’electro alla Afrika Bambaataa, ci sono suggestioni pop, c’è la house contemporanea e
ci sono le voci prese di peso da film, spot e programmi televisivi degli ultimi trent’anni.

Dalla loro, oltre all’indubbia abilità nella nobile arte del cut&paste, i Fare Soldi hanno la scelta di investigare un mondo musicale che - proprio per il suo essere a cavallo
è rimasto fuori sia dall’ondata di revival anni ‘80 di quest’ultimo periodo sia da quella di ripescaggi funk dell’house di fine anni ‘90.

Fare Soldi - Sappiamo dove abiti - Riotmaker - 2009

Thierry Bignamini

Post to Twitter

Coolpix S230, una Nikon economica e sorprendente

Posted by luigi callegari On July - 30 - 2009ADD COMMENTS
Nikon Coolpix S230

Nikon Coolpix S230

Forse anche i produttori storici come Nikon avvertono il periodo di crisi e cercano di andare incontro ai potenziali clienti, o forse l’evoluzione tecnologica fa miracoli. In ogni caso una fotocamera dal nome così altisonante, dotata di un touchscreen da 3″ e tutte le funzioni classiche delle compatte più evolute ad un prezzo di 210,00 Euro è piuttosto sorprendente! Anzi, appena presentata, si trova già sul mercato anche a meno di 180 Euro.

Il punto di forza della S230, una 10 Megapixel con zoom 35-105 mm tradizionale, è appunto nel touchscreen da 3 pollici, rivestito da una pellicola di materiale acrilico resistente ai graffi e antiriflesso per migliorare la visibilità in condizioni di luce solare intensa. Una novità Hi-Tech è che una volta inquadrato il soggetto è possibile toccarlo col dito perché la fotocamera lo metta a fuoco e misuri l’esposizione su di esso.

Per il resto la fotocamera è dotata di un sistema antimosso quadruplice: riduzione di vibrazioni elettronico, sensibilità ISO elevata, compensazione del movimento del soggetto e scelta dello scatto più nitido tra ben 10 riprese in rapida successione. Non mancano gli ormai consueti automatismi evoluti visti in molti altri modelli. Per esempio si può scattare solo se il soggetto sorride, oppure scattare due immagini salvando solo quella dove il soggetto ritratto ha gli occhi aperti, in modo automatico. Inoltre la S230 può mettere a fuoco fino a 12 volti e dopo lo scatto, può correggere l’effetto “occhi rossi” del flash e applicare la funzione D-Lighting per rischiarare i contrasti troppo duri. Oltre alle solite modalità scena, anche la S230 ha la modalità “scena automatica” per riconoscere e impostare la modalità di ripresa più adatta alla circostanza, una sorta di automatismo dell’automatismo.

Per ulteriori informazioni: www.nital.it.

Luigi Callegari

Post to Twitter

THE GOSSIP - MUSIC FOR MEN

Posted by ioleoso On July - 28 - 2009ADD COMMENTS

copertinaDirettamente dagli USA ecco arrivare “Music For Men”, il nuovo album dei The Gossip, indie rock band portata al successo planetario nel 2006 grazie al singolo “Standing In The Way Of Control”.

Punto forte - in tutti i sensi - del terzetto di Portland è sicuramente la frontwoman Beth Ditto, un donnone imponente, con una voce strepitosa e un’energia pazzesca.

La sua grinta, unita alle sue indiscutibili doti vocali, è contagiosa e rende ogni pezzo dell’album un piccolo capolavoro.
“Music For Men”, giunto dopo tre anni di silenzio, è stato registrato a Malibu e prodotto dal fido Rick Rubin.

Le originarie atmosfere garage che caratterizzavano massicciamente i precedenti lavori, lasciano ora posto a incursioni sfrenate nei territori della disco-funk con iniezioni massicce di synth. Il risultato è comunque dignitoso e pregevole, grazie soprattutto alla verve della Ditto, che non perde occasione per mostrare la sua estensione vocale e fungere da collante tra un brano e l’altro.

Le tematiche sociali, spesso leitmotiv dei testi della band, sono qui più sfocate, mentre la fanno da padrone l’amore, i sentimenti e i turbamenti dell’anima.
“Spero che il nostro nuovo album - ha dichiarato Beth - convinca qualche occhialuto nerd di periferia o qualche ragazza cicciottella che vive in villaggi sperduti a cui magari è stato detto che è brutta, a metter su una band”. Questo l’intento del disco.

L.P.

Post to Twitter

elettromoto1Arriverà a breve anche in Italia la Zero S, primo prodotto della californiana Zero Motorcycles ad essere omologato per l’uso stradale. Non è il primo caso di motociclo elettrico che potremo vedere sulle nostre strade, ma fino ad oggi si è sempre trattato di piccoli scooter in plastica colorata con peso da camion, potenze che non permettevano di affrontare nemmeno un cavalcavia ed autonomie ridottissime o, nella migliore delle ipotesi, di prodotti come il Vectrix (un maxi scooter ddalle prestazioni più che soddisfacenti, seppure penalizzato dall’autonomia molto scarsa),   la Zero S - al contrario - è una vera e propria Motard.

Le Motard, per i non avvezzi alla terminologia tecnica, sono derivate dalle moto da cross/enduro che, con l’adozione di pneumatici stradali e qualche modifica all’assetto, competono su percorsi in parte di terra (simili a quelli del cross ma meno estremi) ed in parte (circa due terzi) costituiti dal tracciato dei cartodromi.
Vale a dire una delle categorie di moto più sportive ed entusiasmanti.

Se a questo si aggiunge il fatto che per la maggior parte le piccole motard stradali sono delle vere e proprie repliche di quelle da gara, non velocissime ma estremamente maneggevoli e straordinariamente potenti, si capisce perchè il lancio della Zero S lascia piacevolmente stupiti. Gli scooterini (o scooteroni) visti fino ad oggi, infatti, non si rivolgevano ad un pubblico di motociclisti, bensì a persone  - ben lontane dall’immaginario della moto sportiva - che volessero un mezzo di trasporto più comodo della bicicletta per muoversi in città.
La moto, quella vera, è un’altra cosa. Per un motociclista, anche il più tranquillo, dietro la moto c’è un mondo di passione, una sorta di filosofia di vita.
Il motociclista medio, tra l’altro, è affetto da una forma di feticismo che lo porta a godere - oltre che del piacere del viaggio - delle sensazioni tattili trasmesse dal contatto con una moto, dell’odore di benzina e olio, del rumore degli scarichi. Portare il motore elettrico in questo mondo è un’azzardo, una vera sfida.

elettromoto4Zero Motorcycles non è nè la prima nè l’unica casa a fare esperimenti in questo senso (basti pensare che da quest’anno al Tourist Trophy dell’isola di Man è stata aggiunta l’apposita categoria TTX dedicata
alle moto elettriche), ma è la prima a tentare la produzione in serie di un mezzo omologato per l’uso stradale che consenta prestazioni paragonabili ad un mezzo a benzina ed un’autonomia non troppo ridotta.

Dalle prime prove emerge un mezzo dalle prestazioni più che soddisfacenti in città o su percorsi stretti (grazie ai circa 31 kw di potenza e ad  un’accelerazione da fermo bruciante), ma con una velocità massima piuttosto bassa (circa 100 km/h) ed un’autonomia ancora troppo ridotta (circa 100 km).

elettromoto3L’assenza di frizione, cambio e - soprattutto - di una voce, saranno ancora un ostacolo insormontabile per la maggior parte dei centauri, ma la speranza è che questo prodotto sia (come fu la Tesla Roadster per le quattro ruote) il primo passo per ripensare - contemporaneamente - l’idea di mobilità e quella di veicolo elettrico.

Paradossalmente è proprio nel settore motociclistico che questo ripensamento sarà più difficile: per la maggior parte degli automobilisti la macchina è - fondamentalmente - un mezzo di trasporto, per quanto caricaricata di valori emotivi possa essere; la motocicletta - come già detto - sottende un mondo di valori molto più ampio dal quale sarà più difficile allontanarsi.
E’ auspicabile che attraverso esperimenti come la Zero S o la sportivissima Mission One si riesca ad intaccare la percezione - decisamente tradizionalista - che i motociclisti hanno del proprio mezzo, introducendo nuovi elementi che possano sostituire egregiamente i vecchi stimoli emozionali: ad esempio il suono di un bicilindrico in accelerazione  regala emozioni meravigliose, ma la sensazione di viaggiare a 100 km/h in perfetto silenzio su una strada di campagna potrebbe essere uno stimolo, per lo meno, altrettanto forte.

Thierry Bignamini

Nelle foto: La Zero S in azione sulle strade di Santa Monica, una moto elettrica alla partenza del TTX 2009 e una seconda motocicletta elettrica in una curva del tracciato del TTX 2009.

Post to Twitter

Tour 2009 - Vince Contador, tutto previsto?

Posted by bruco On July - 27 - 2009ADD COMMENTS

contador-giallo1Oggi si è rispecchiato il solito copione degno dell’ultima tappa del Tour De France. Passeggiata con festeggiamenti fino alle porte di Parigi e poi via alla conquista dell’ultima tappa.
Lungo il circuito che portava i corridori ai Campi Elisi abbiamo assistito a un tentativo di fuga di un gruppo corridori in cerca di gloria personale, stoppato a cinque chilometri dall’arrivo dai “treni” formati dalla squadre dei velocisti (la fuga ha avuto come vantaggio massimo 35”).
Lo sprint finale ha visto come protagonista Mark Cavendish che si riconferma un ottimo sprinte e completa la sua sesta opera vincendo sul traguardo più prestigioso.
Ecco i verdetti finali: maglia gialla va ad Alberto Contador secondo posto per Andy Schleck terzo per Armstrong. Maglia verde Thor Hushovd, meno vincente di Cavendish, ma più costante. Maglia a Pois (quella degli scalatori) Pellizotti, unica soddisfazione per gli italiani in quello che a nostro parere è stato un Tour piuttosto scialbo.

Maglia bianca Andy Schleck seguito dal nostro Nibali, speriamo in lui per una rinascita azzurra il prossimo anno al Tour e al Giro.

Andrea Vincenzo Brugo

Post to Twitter

Tour de France19° Tappa – Cavendish realizza la cinquina

Posted by lino.garbellini On July - 25 - 2009ADD COMMENTS

Oggi tappa interlocutoria dedicata ai velocisti, in attesa della tappa di domani che porterà i corridori a scalare il Mont Ventoux. In questa mitica salita si deciderà tutto il Tour de France o meglio si deciderà chi salirà sul podio assieme al ormai annunciato vincitore Contador. Il corridore spagnolo domani non deve fare altro che conservare i suoi 4’ di vantaggio sui rivali.

Ma torniamo alla tappa di oggi, vinta allo sprint dal solito britannico Mark Cavendish davanti a Hushovd, terzo Ciolek, quarto Van Avermaet e quinto Freire.

la gara ha mostrato i soliti attacchi di corridori che non hanno ancora ottenuto nulla in questo Tour De France tra i quali il campione del mondo Ballan - in fuga sulla salitella a 16 km dall’arrivo-  ma  non c’è stato nulla da fare ed è stato ripreso a un chilometro e trecento metri dal solito treno della Columbia aiutato anche dalla Milram. Franco Pellizotti ha completato la missione vincendo matematicamente la maglia a Pois degli scalatori.


Andrea Vincenzo Bruga

Post to Twitter

Ti piacciono i fast food? Prova a fare un panino!

Posted by lino.garbellini On July - 25 - 2009ADD COMMENTS

hamburgerEcco un bel giochetto per divertirsi sotto l’ombrellone e riflettere allo stesso tempo sulle conseguenze del nostro stile di vita sull’ambiente e sulle popolazioni del terzo mondo. Si tratta di McVideogame progettato dalle menti geniali di Molle Industria, un piccolo gioco gratuito di qualche anno che i ritmi frenetici di internet hanno già sepolto nel dimenticatoio ma che merita ora più che mai una riscoperta. L’obiettivo del gioco è gestire con successo tutti i passaggi della catena di valore di un McDonald’s e di tutti le catene simili, dalla coltura, alla gestione degli allevamenti intensivi, passando per l’elaborazione delle strategie di marketing alla gestione dei punti vendita.
Il gioco ha il pregio non solo di regalare divertente da giocare e incredibilmente dopante, di quelli che ti sembra di poter padroneggiare nel giro di cinque minuti e ti ritrovi a perderci le ore, ma in più rende immediata la conoscenza e la comprensione delle logiche con cui operano le multinazionali del fast food (e non solo) e le conseguenze dei nostri comportamenti, anche quelli apparentemente più piccoli, sull’ambiente e la società.

Massimo Poti

Post to Twitter



dieZeitGeist.it on Facebook
dieZeitGeist.it partner: