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dieZeitGeist

il magazine con uno sguardo critico sul presente

Archive for August, 2009

NOEL GALLAGHER LASCIA GLI OASIS.

Posted by ioleoso On August - 30 - 2009ADD COMMENTS

oasisUn’immagine come questa potremmo non vederla più: Noel, il maggiore dei fratelli Gallagher, ha lasciato la band con un comunicato di poche righe comparso due giorni fa sul sito della band.

È con un po’ di tristezza e grande sollievo che vi dico che questa notte lascio gli Oasis. La gente scriverà e dirà quello che vorrà, ma semplicemente non potevo lavorare con Liam un giorno di più. Le mie scuse a tutte le per­sone che avevano comprato i bi­glietti per Parigi, Costanza e Mi­lano.

Non è la prima volta che Noel Gallagher lascia la band per le note incomprensioni con il fratello, nè la prima volta che la band di Manchester fa saltare una data per lo stesso motivo.

L’organizzazione dell’ I Day ha cercato in ogni modo di evitare l’annullamento del concerto precisando - tra l’altro - di ritenersi parte danneggiata dal comportamento della band esattamente come gli spettatori.

Saranno quindi i Deep Purple - chiamati in extremis - a chiudere la serata in cui si susseguiranno The Hacienda, Expatriate, Twisted Weels, Kasabian e The Kooks.

Non è stato previsto - per ora - alcun rimborso del biglietto, ma tutti gli spettatori otterranno un coupon valido per 20 € di sconto sulla prossima edizione del festival.

Al di là della fredda cronaca lascia stupiti il ruolo di seconda scelta riservato quel che rimane di una delle più grandi band di sempre, chiamata a sostituire un gruppo che - non me ne vogliano i fan - non ha certo aggiunto alcunchè alla storia del rock.

Thierry Bignamini

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Alimentazione: sul banco degli imputati, il nutrizionismo.

Posted by Massimo Poti On August - 29 - 20091 COMMENT
courtesy of Eirikrs' photostream on Flickr

courtesy of Eirikrs' photostream on Flickr

Che la strada per uno stile di vita più sostenibile passi anche sulle nostre tavole non stupisce più nessuno. Quello che forse non tutti si aspettano è che sul banco degli imputati, accanto alla carne e ai cibi industriali, sia finita da qualche tempo un’intera branca della medicina: il nutrizionismo, ovvero la scienza che studia il rapporto tra alimentazione e salute.

L’accusa arriva da Michael Pollan, che nel suo libro “In difesa del cibo” (Adelphi) descrive le nefandezze di cui si sarebbe macchiata la scienza nutrizionista, colpevole a suo avviso di aver promosso la sostituzione del rapporto schietto e immediato che i nostri nonni avevano con il cibo, frutto di secolari adattamenti culturali alle risorse ambientali del luogo, con un approccio all’alimentazione brutalmente funzionale, che nei fatti considera mangiare una mela appena colta e ingoiare una pillola che contenga gli stessi elementi nutritivi due gesti praticamente identici. Un po’ come se dicessimo che la Gioconda e una scatola di tubetti di colori a tempera in fondo sono la stessa cosa: approccio stimolante in campo filosofico, catastrofico in campo alimentare.

Il bello è che le colpe del nutrizionismo non si fermerebbero qui: in una girandola di esempi tra il divertente e l’inquietante il libro descrive numerosi casi di alleanze sospette tra industria alimentare e nutrizionismo che “fornisce”  come dice lo stesso Pollan, “la giustificazione più valida ai prodotti trasformati, poiché sostiene che con un’accorta applicazione della scienza alimentare essi possono diventare anche migliori, dal punto di vista nutritivo, di quelli veri.”

Peccato che l’inseguimento della chimera del cocktail nutritivo perfetto promuova nei fatti il consumo di cibi industriali, scoraggiando il consumo di quelli naturali non potenziati, e giustifichi un atteggiamento pigro e deresponsabilizzato nei confronti della propria alimentazione e del proprio benessere. Certo, in Italia non siamo ancora arrivati agli eccessi surreali raggiunti negli Stati Uniti, dove è possibile concedersi il lusso metafisico di una fetta di pane nero integrale bianco (un incredibile virtuosismo di 41 ingredienti). Ciononostante gli esempi di questa sciagurata alleanza non mancano ormai anche alle nostre latitudini, sempre più assediati come siamo da yougurt che assomigliano a pozioni magiche, patate che stuzzicano l’intelligenza e affettati sani perché insaporiti con sale iodato.

I consigli di Michael Pollan per resistere a questa marea crescente di assurdità pseudo-scientifiche e recuperare un rapporto sano con l’alimentazione? mangiare cibo vero (meglio una coscia di pollo che una chicken nugget), mangiare poco (interrompersi quando si è sazi, non quando il piatto è vuoto), e soprattutto, con buona pace dei tanti amanti della fettina, mangiare poca, pochissima carne.

“In difesa del cibo” di Michael Pollan

2009, Adelphi Ed.

€ 19.00

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Una Coolpix col proiettore

Posted by luigi callegari On August - 28 - 2009ADD COMMENTS
Coolpix S1000pj

Coolpix S1000pj

La Nikon Coolpix S1000pj è la prima fotocamera al mondo dotata di un proiettore integrato. In pratica basta usare uno schermo bianco a distanza di 13 – 100 cm circa, possibilmente al buio, per vedere direttamente i propri scatti, un po’ come una volta si faceva con le diapositive. L’unità, detta picoproiettore, è basata su un LED ad alta potenza che arriva a 10 lumens di potenza. L’autonomia in modalità di proiezione è dichiarata essere di circa 1 ora e sembrerebbe basato su un chip di produzione taiwanese che produce un’immagine in risoluzione VGA (640 x 480 punti).

La fotocamera dovrebbe essere venduta completa di un piccolo telecomando a raggi infrarossi per pilotare le videoproiezioni. A parte questo aspetto, certamente innovativo, è un modello al passo con i tempi, dotata di sensore da 12,1 Megapixel, zoom 5X, display da 2,7” con trattamento antiriflesso, processore EXSPEED di untlima generazione, sensibilità fino a 6400 ISO, sistema antimosso avanzato, riconoscimento intelligente dei volti durante gli scatti e dulcis in fundo, un corpo in alluminio originale e elegante. Sarà disponibile da settembre, il prezzo è ancora sconosciuto. Per informazioni: Nital.

Luigi Callegari

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SOCIAL OPERA HOUSE, TWITTER VA ALL’OPERA

Posted by ioleoso On August - 26 - 2009ADD COMMENTS

Social Network, crowd sourcing, web 2.0, microblogging: l’idea di associare questi termini alla musica erroneamente detta classica e, peggio, all’opera lirica può apparire bizzarra.
royal-opera-house-of-londonL’opera è - all’occhio del profano - un mondo immobile, fatto di ori e velluti polverosi, fermo alle realizzazioni e agli stilemi canonizzati nel XIX° secolo, lontanissimo dalle innovazioni e dalle contaminazioni dell’epoca moderna.

L’opera contemporanea, però, esiste e la Royal Opera House di Londra quest’anno ha anche deciso di sperimentare un’opera sociale aprendo la stesura del libretto ai contributi del pubblico.
Quale poteva essere lo strumento scelto per questo esperimento se non Twitter? Per tutta l’estate sul canale #youropera si sono alternati i contributi degli utenti che partendo da un incipit volutamente molto vago (Una mattina, molto presto, un uomo ed una donna stavano mano nella mano nel Covent Garden di Londra. L’uomo si girò verso la donna cantando…)
lanciato sul blog della prestigiosa istituzione londinese hanno dato vita ad un vero e proprio libretto che sar�
rappresentato il 5 ed il 6 Settembre 2009 nell’ambito del festival Deloitte Ignite.

Il rischio di creare un pasticcio senza capo nè coda sembra elevatissimo, ma a giudicare dalle tre scene del primo atto il cui testo - opportunamente distillato - è disponibile sul blog della R.O.H. il risultato sembra piuttosto buono, con una relativa unità sia a livello di trama che a livello stilistico.
Per i più increduli - in ogni caso - un servizio della BBC del 10 Agosto scorso presenta le primissime battute dell’opera interpretate da un tenore della R.O.H.

Certo il crowd sourcing non sarà il futuro della scrittura drammatica, ma l’esperimento è senza dubbio di grande interesse sia per ciò che riguarda i rapporti - troppo spesso inesistenti - tra tecnologia e musica colta sia per ciò che concerne le dinamiche sociali relative alla collaborazione creativa su scala - potenzialmente - mondiale.

Thierry Bignamini

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Davide Sapienza a Vivo per Miracolo

Posted by lino.garbellini On August - 26 - 2009ADD COMMENTS

vivo-x-miracolo(da Davidesapienza.net) Vivo per miracolo é una trasmissione di Fabio Toncelli (autore anche di Missione Natura e tra i migliori documentaristi italiani) che va in onda ogni venerdì sera su La7. Vengono trasmessi due documentari che ricostruiscono disavventure nella natura che spesso capitano a esseri umani un pò superficiali nell’affrontare situazioni potenzialmente impegnative e che poi si producono in disperati exploit per arrivare a salvarsi la pelle. In ogni puntata La7 invita due ospiti in grando di commentare e suggerire atteggiamenti verso il mondo naturale più in equilibrio e magari anche più intelligenti. Venerdì 28 agosto, alle ore 21.10, ospite a Vivo per miracolo ci sarà anche Davide Sapienza per commentare due episodi relativi a una disavventura in Alaska e una nel mare di Cortez. Potete andare sul sito della trasmissione anche dopo la messa in onda e rivedere la puntata, lasciando i vostri commenti sul blog del conduttore Ugo Francica Nava.

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28, 29 e 30 AGOSTO 2009 - ROCK EN SEINE A PARIGI

Posted by ioleoso On August - 25 - 2009ADD COMMENTS

Chi avesse la fortuna di trovarsi dalle parti di Parigi il prossimo week end potrebbe decidere di tralasciare le destinazioni più tipicamente turistiche per godersi il festival Rock en Seine che per tre giorni vedrà alternarsi i più grandi nomi della
scena rock internazionale sulle rive della Senna.

macyOasis, Madness, Yeah Yeah Yeahs, Bloc Party, Amy Mac Donald e Just Jack saranno i nomi principali del Venerdì, seguiti Sabato 29 da Faith No More, Yann Tiersen e Offsprings e - infine - da Prodigy, Eagles Of Death Metal, Klaxons e da una rediviva Macy Gray che chiuderanno i tre palchi Domenica 30 Agosto.

il biglietto singolo costa 45 €, mentre l’abbonamento ai tre giorni 99 €.

Il festival si terrà nella cornice estemamente bucolica del Domaine national de Saint-Cloud - sorta di parco-foresta alla periferia ovest della capitale - dove è stato organizzato anche un

campeggio (ormai completo) che, come tradizione a Parigi, è comodamente raggiungibile con la Metropolitana (Linea 10), i treni suburbani, il tram (Linea T2) e diversi autobus.

Rock En Seine
Domaine national de Saint-Cloud - Sanint-Cloud - Paris - Francia

Thierry Bignamini

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Kodachrome non c’è più

Posted by luigi callegari On August - 25 - 2009ADD COMMENTS
Kodachrome

Kodachrome

Sul mercato sin dal 1935, la Kodachrome è sempre stata una delle pellicole di riferimento per i fotografi.

Inventata da Leopold Mannes e Leopold Godowsky, due musicisti con l’hobby della chimica, divenne famosa per avere documentato l’incidente del dirigibile Hindenburg nel 1937, perché allora era l’unica pellicola a colori.

Da allora è stata usata da parte di fotografi dilettanti e professionisti, molti dei quali si rifiutavano di usare qualunque altra pellicola. Alcune celebri riviste, come National Geographic, accettava sino a pochi anni fa solo servizi fotografici scattati con Kodachrome, che grazie allo speciale trattamento chimico offriva colori e grana superiori a qualsiasi altra emulsione, anche se a un prezzo decisamente più elevato della media.

Ora, a fronte della scomparsa del cinema a passo ridotto, il Super 8, e soprattutto della riduzione dell’uso di pellicole a favore del digitale, Kodak ha terminato la produzione di questa pellicola. Ne sentiremo sicuramente la mancanza!

Luigi R. Callegari

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