6
September - 2010
Monday
Feed RSS - aggiornamenti in tempo reale

dieZeitGeist

il magazine con uno sguardo critico sul presente

Archive for December, 2009

IL PAN DEL DIAVOLO - SONO ALL’OSSO

Posted by ioleoso On December - 29 - 20092 COMMENTS

foto-4-ridottaImmaginate un pub di campagna: uno di quei posti ricavati da un vecchio capannone lungo la provinciale, dove tutta la valle sciama ogni sera senza distinzione.
Uno di quei posti inimmaginabili in città, dove trovi ancora un vecchio juke box che - accanto a singoli vecchi di dieci anni - propone il demo della band del paese, che è sempre il brano più gettonato.
Immaginate che una notte, in questo pub, due ragazzi salgano sul palco, senza invito nè promozione, attacchino le loro chitarre acustiche agli amplificatori e mettano tutti i livelli al massimo, iniziando a suonare un pezzo folk come se fosse Anarchy in the U.K., saturando le casse e sputando parole in un microfono con una voce resa roca dall’inverno, dal vino della casa e dalla foga.

Oppure immaginate di scendere dalla metropolitana, la testa persa nei fatti vostri e gli occhi nel giornale.
Siete di corsa come al solito, come al solito in ritardo per il lavoro, ma d’un tratto la vostra attenzione è attratta da un tamburo che batte ossessivamente i quarti, da una chitarra le cui corde sono vengono percosse più che pizzicate: una voce rabbiosa canta di vita e di rabbia in uno dei tunnel, e voi - senza nemmeno rendervene conto - vi fermate, perdete quei cinque minuti sulla vostra serratissima tabella di marcia, per ascoltare questo imprevisto concerto.

Queste sono le atmosfere che evoca Sono all’osso, primo LP del duo siciliano recentemente entrato nel Roster de La Tempesta.
Il Pan del Diavolo affonda le proprie radici nella musica popolare americana: folk, country, bluegrass; ma l’attitudine è decisamente, spudoratamente punk rock.
Un approccio alla musica che porta alla mente Edoardo Bennato: il padre di tutti i menestrelli blues di casa nostra. Come il miglior Bennato, infatti, il duo siciliano costruisce un intero album soltanto con due chitarre acustiche ed una grancassa.

foto-2-ridottaPietro Alessandro Alosi (ideatore del progetto che lo vede al fianco di Gianluca Bartolo), è un autore talentuoso in grado di affabulare, di condurre l’ascoltatore per mano nei dodici piccoli mondi che sono le dodici canzoni di Sono all’osso: come un menestrello, infatti, Alosi racconta storie, vere o inventate non importa, traccia profili di personaggi, disegna sfondi ed ambientazioni con poche parole.
Costruisce brani brevi, piccole sceggie, bozzetti si direbbe se fossero racconti.

I brani più belli sono Lux Interior (la cui linea di chitarra ricorda da vicino Personal Jesus nella versione di Johnny Cash mentre la voce di Alosi evoca un clone storto di Elvis); Il mistero dello specchio rotto (che avvicina il country ai ritmi ossessivi della musica popolare del Sud Italia), la rabbiosa Ciriaco e la conclusiva ballata-filastrocca Scarpette a punta.

Sono all’osso, registrato presso quelle Officine Meccaniche che Mauro Pagani è riuscito in breve a rendere lo studio di culto del rock italiano, sarà pubblicato il 15 di Gennaio, e si candida meritatamente ad essere uno degli album di cui più si parlerà nella prima parte dell’anno.

Il Pan del Diavolo - Sono all’osso - La Tempesta Dischi - 2010

Thierry Bignamini

Post to Twitter

Audi A1:ufficializzata la data di lancio e il testimonial

Posted by lino.garbellini On December - 23 - 2009ADD COMMENTS

audi_a1_concept_2___bigLa nuova Audi A1, verrà presentata ufficialmente all’inizio di febbraio e debutterà in pubblico al Salone Internazionale di Ginevra previsto per il marzo 2010.

L’auto avrà come testimonial d’eccezione l’attore e cantante americano Justin Timberlake, superstar internazionale scelta per l’immagine vincente e positiva che riesce a comunicare. Timberlake sarà protagonista della campagna di lancio del nuovo modello che inizierà a primavera del 2010. “Audi è sempre stata all’avanguardia” ha commentato Timberlake, “sono entusiasta di essere parte di questa evoluzione in campo ingegneristico e tecnologico”.

Nel frattempo è possibile conoscere i dettagli e osservare i particolari della nuova compatta della Audi seguendo costantemente gli aggiornamenti presenti sulle nuove pagine dedicate sul social network Facebook, e i canali Audi su YouTube e su Twitter () .

Raffaele Gomiero

Post to Twitter

NBA:Italiani in campo anche a Natale

Posted by lino.garbellini On December - 22 - 2009ADD COMMENTS

belinelli_uthtor_aIl calcio in Italia va in vacanza anche prima del previsto, ma il basket NBA invece no. Come dicono gli americati, “th show must go on”. Danilo Gallinari, alla sua prima “vera” stagione NBA, sarà in campo il giorno di Natale contro i Miami Heat (SportItalia – h. 18.00), per Andrea Bargnani e Marco Belinelli sarà un Natale all’insegna del riposo in famiglia e con gli amici a Toronto. Per l’occasione ecco qualche domande fatta a Bargnani e Belinelli.

Come trascorrerai il Natale quest’anno?

ANDREA BARGNANI: Con mia madre, che viene a trovarmi, accompagnata forse da mio padre.

MARCO BELINELLI: A Toronto con la mia famiglia e la mia ragazza. Trascorreremo questo giorno insieme pranzando e aprendo i regali.

gallinari_nykmia_aCome avresti trascorso il Natale se fossi stato in Italia?

A.B.: Non sarebbe stato molto diverso. In Italia non ero mai a Roma, ma sempre a Treviso e anche allora mia madre veniva a trovarmi per Natale.

M.B.: Penso che il Natale non sia diverso anche se si è in Italia, è sempre Natale.

Qual è stato il regalo più bello che hai ricevuto?

A.B.: Senza dubbio una maglia di Jordan, che mi ha regalato mia nonna quando ero ragazzino.

M.B.: Non un paio di scarpe qualunque, ma le scarpe di Jordan che ho ricevuto a 11 anni.

Piatto natalizio preferito? A.B.: Panettone M.B.: Sono italiano e noi italiani abbiamo il cibo migliore al mondo, pasta, pollo, insomma tutto.

Proponimenti per l’anno nuovo?

A.B.: Andare ai playoff (anche se so che non è molto originale).

M.B.: Senza alcun dubbio playoff. Giocare bene insieme a tutta la squadra.

NBA - CHRISTMAS DAY GAMES - PROGRAMMAZIONE NATALIZIA

HEAT VS KNICKS h. 18.00 (ora locale) Sportitalia

CAVS VS LAKERS h. 23.00 (ora locale) Sky

Gli appassionati possono vedere gli incontri anche sul sito www.nba.tv.

Post to Twitter

Andrea Ronchi - Ministro per le Politiche Comunitarie

Andrea Ronchi - Ministro per le Politiche Comunitarie

Novembre 2009: la Camera dei Deputati approva la conversione in legge del provvedimento noto come Decreto Ronchi. Il provvedimento, che porta il nome del Ministro per le Politiche Comunitarie Andrea Ronchi, sancisce tra l’altro l’obbligatorietà della cessione ad imprese private del controllo sui servizi idrici integrati.

Il provvvedimento ha suscitato grandi polemiche da parte dell’opposizione (ma anche diversi esponenti della Lega Nord hanno espresso il proprio scetticismo), ma i sostenitori della norma dichiarano che si tratta semplicemente di un adeguamento alle direttive dell’Unione Europea.
Per approfondire il tema e le possibili conseguenze per i cittadini abbiamo intervistato Edi Borgianni, responsabile
del tavolo sull’acqua per i Verdi della Lombardia e parte del coordinamento dell’Associazione Verdi di Como.

logo-verdi Thierry Bignamini: I promotori ed i sostenitori del Decreto Ronchi sonstengono che il provvedimento, che rende obbligatoria la privatizzazione delle società che gestiscono la distribuzione dell’acqua potabile, sia semplicemente il recepimento di una normativa comunitaria, volto a chiudere un provvedimento di infrazione: come si sono comportati i governi degli altri stati europei?
In tutta Europa la gestione dell’acqua è stata privatizzata?

Edi Borgianni: Non c’è nessuna normativa europea che obbliga a privatizzare il servizio idrico né alcun provvedimento di infrazione.
L’obbligo di messa a gara nasce, recentemente, dalla scelta italiana di dichiarare il servizio idrico servizio di rilevanza economica, ma questa è, appunto, una scelta.
La Commissione europea, nel “Libro Verde sui servizi di interesse generale” del 21 maggio 2003 ha affermato che le norme sulla concorrenza si applicano soltanto alle attività economiche, ma non è possibile fissare a priori un elenco definitivo dei servizi di interesse generale di natura non economica, essendo il concetto dinamico e mutevole.
I singoli Stati decidono: in Europa l’acqua è privatizzata in Inghilterra, in Francia ed in parte in Germania.
La questione è che da noi si privatizza quando da altre parti si sta andando in senso contrario, come in Francia.
In Olanda, ad esempio, il servizio è integralmente pubblico e non c’è alcun problema con l’Europa.

Un particolare di una moderna rete idrica di distribuzione

Un particolare di una moderna rete idrica di distribuzione

T.B.: Quando sono stati privatizzati gli altri servizi di pubblica utilità (gas, energia elettrica, telefonia) è stata prevista – almeno in linea teorica - una netta divisione tra le società responsabili della gestione delle reti e quelle responsabili dell’erogazione del servizio, che su quella rete operano in un regime di concorrenza.
A quanto si legge nel testo del decreto sembra che per l’acqua non sarà mantenuta questa divisione. Una singola società - eventualmente ma non necessariamente partecipata dall’ente pubblico - avrà quindi la gestione del servizio in toto, con – tra l’altro – l’esclusiva territoriale: un regime di sostanziale monopolio.
La formalizzazione per legge di un monopolio del genere non viola, però, altre normative europee in tema di libera concorrenza? Esiste concretamente il rischio di esporsi ad un nuovo provvedimento di infrazione?

E.B.: No non c’è questo rischio, se l’affidamento è messo a gara (a livello europeo).
Ci sarà però monopolio, per cui verrà a mancare quello che è ritenuto l’elemento positivo del mercato: più imprenditori per la stessa merce - l’acqua, infatti, con questa legge è merce e non un bene necessario e indispensabile – che essendo in concorrenza portano ad un abbassamento dei prezzi e il cliente – cliente, appunto, e non persona, soggetto del diritto inalienabile all’accesso all’acqua per vivere – può scegliere tra le diverse offerte.

T.B.: Nel caso della telefonia appare chiaro come il passaggio da un modello basato sul servizio ad uno basato sul profitto abbia portato ad una situazione di forte divario tra zone densamente abitate e zone a bassa urbanizzazione: in tutta Italia, anche nelle zone più ricche, esistono quartieri, frazioni ed interi paesi non coperti – ad esempio - dai servizi ADSL perchè nessuno dei provider ritiene redditizio investire in infrastrutture in zone scarsamente popolate, in cui i potenziali clienti sarebbero troppo pochi.
Esiste concretamente la possibilità che il medesimo scenario si ripeta anche su un servizio essenziale come l’acqua potabile?

E.B.: Difficilmente, l’affidamento deve riguardare l’intero ATO (Ambito Territoriale Ottimale n.d.r.) e non ci sono potenziali clienti, tutti sono clienti, tutti necessitano dell’acqua.
E’ un mercato sicuro ed in più, per legge, sono garantiti gli utili. I ricavi, infatti, devono coprire totalmente i costi e remunerare il capitale.

T.B.: In Italia diversi comuni o consorzi (Carrara, Arezzo ed altri) hanno già sperimentato la privatizzazione dei servizi idrici integrati. Quali sono stati i risultati di queste esperienze pionieristiche?

E.B.: A Carrara le bollette sono diventate troppo salate ed alcuni cittadini si sono così trovati nella condizione di diventare morosi, la società che gestisce il servizio idrico è a sua volta morosa verso il comune per il mancato pagamento di affitti.
A Firenze i cittadini hanno imparato a risparmiare l’acqua e così il costo a metro cubo è aumentato perché la società deve avere, comunque, un determinato utile.
Ad Aprilia la bolletta è aumentata del 300% senza che il servizio sia migliorato.
A Palermo sono dovuti intervenire l’Antitrust, l’Autorità sui lavori pubblici e la Commissione parlamentare antimafia.
Affermare che il privato di per sé è meglio del pubblico è ideologico. Se così fosse in senso assoluto non si comprende come mai le imprese private falliscono per non parlare, proprio in campo acqua, di imprese private che hanno creato grossi problemi senza migliorare il servizio.
Nel caso del servizio idrico integrato, di fatto si ha, con la le privatizzazioni, solamente il trasferimento in mani private un monopolio pubblico, senza alcun vantaggio per la collettività.

T.B.: Il decreto prevede che gli enti pubblici, salvo particolari deroghe, siano obbligati a cedere almeno il 40% delle quote delle società di gestione ad un unico socio privato.
In linea teorica sarebbe possibile cercare di mantenere il controllo pubblico sull’acqua mediante la costituzione di una cooperativa partecipata dai cittadini del singolo comune?

E.B.: Quando si gestisce un servizio come privati non si può rimanere fuori dalle logiche del mercato che non possono adeguarsi alla logica di un servizio essenziale.
E’ sotto gli occhi di tutti cosa sta avvenendo con la privatizzazione della sanità.
A prescindere che entrare nel privato vuol dire doversi adeguare alle logiche del mercato che, ribadisco, ritengo negative per la gestione dell’acqua, si deve considerare che l’affidamento della gestione riguarda l’intero territorio dell’ATO; e non basterebbe avere il capitale necessario, il socio privato deve essere selezionato mediante gara pubblica a livello europeo.
Anche se si riuscisse a mettere in piedi una società di tali dimensioni, sarebbe difficile vincere contro le multinazionali dell’acqua.
E non facciamoci ingannare dall’apparente “italianità” di alcune società, ad andare a guardare la compagine sociale spesso si scoprono tra gli azionisti proprio queste multinazionali che sanno molto bene come giostrare e riuscire ad avere il potere decisionale, anche se sulla carta hanno la minoranza.

Veduta di un acquedotto romano

Veduta di un acquedotto romano

T.B.: Quali spazi d’azione restano - a vostro parere - ai sindaci ed agli amministratori locali nella gestione del patrimonio idrico?

E.B.: I sindaci possono intervenire inserendo negli statuti comunali un articolo che sancisca il servizio idrico come servizio privo di rilevanza economica.
Segnalo che una delibera di Giunta Regionale ha sancito l’avvio della ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese, definendo l’acqua un bene comune e un diritto umano universale e il servizio idrico come servizio di interesse regionale privo di rilevanza economica e nel contempo decidendo di impugnare presso la Corte Costituzionale il provvedimento legislativo in quanto lesivo delle prerogative assegnate dalla Costituzione alle Regioni.

T.B.: Oltre ai dubbi di natura etica e teorica ne sorgono anche di economici: ad oggi la gestione del sistema idrico rappresenta sicuramente un costo per i comuni, ma anche una fonte di incasso attraverso le bollette dell’acqua potabile: la cessione ai privati non renderà i comuni - già provati dall’abolizione dell’ICI - ancora più esposti a situazioni di dissesto finanziario?

E.B.: Di solito gli enti locali tengono una bollettazione per il servizio idrico abbastanza bassa.
Il servizio è ritenuto essenziale per i singoli cittadini e entra nell’economia globale del comune.
Di solito i comuni non vogliono cedere l’acqua ai privati non per questioni economiche, ma proprio perché coscienti che sia un servizio essenziale per i propri cittadini che deve essere garantito anche a coloro che hanno poche disponibilità economiche.
Altra è la logica del privato che ha come fine non il servizio, ma l’utile.
Il dissesto generalizzato dei comuni crea agli enti problemi nella gestione dei servizi che non dipende dell’acqua.
E’ storia di questi giorni che un perverso meccanismo del patto di stabilità interno, il mancato ripristino dei trasferimenti cancellati dall’abolizione dell’ICI sui redditi più alti, i tagli della finanziaria 2010 hanno portato a una rottura tra sindaci e Governo: i sindaci, di ogni colore, hanno avvertito che se non rientreranno i tagli agli enti locali diserteranno tutti i tavoli.

T.B.: I Verdi sono coinvolti in diverse amministrazioni locali. Esiste già un piano d’azione per questi enti? Come agiranno gli amministratori locali legati al vostro partito?

E.B.: I Verdi partecipano attivamente alla campagna volta a modificare gli statuti degli enti locali per l’inserimento del riconoscimento di mancanza di rilevanza economica per il servizio idrico.
Quando presenti nelle amministrazioni presentano le relative proposte di O.d.G. votando a favore sulle conseguenti delibere.
Come partito i Verdi promuovono il referendum abrogativo del’art. 15 e, come minor male, stanno valutando la possibilità della gestione in house con le recenti modifiche di legge.

Thierry Bignamini

Post to Twitter

DIGITAL ART CONTEST: IL VINCITORE DI DICEMBRE 2009

Posted by ioleoso On December - 22 - 2009ADD COMMENTS

Ultimo appuntamento del 2009 con i vincitori del nostro Digital Art Contest.
Ad aggiudicarsi l’ambito premio - uno zaino per notebook messo in palio dal nostro sponsor Tucano - questo mese è il milanese Dabol_G.

Dabol_G: "Blaaster Disasteer"

Dabol_G: "Blaaster Disasteer"

Blaaster Disasteer è un’opera, spiega l’autore, che vuole sottolineare come l’obsolescenza di quello che ci è sembrato ipertecnologico ci ricordi la caducità della vita.

Il Digital Art Contest proseguirà anche nel 2010, per partecipare basta inviare la propria opera - tramite e-mail - all’indirizzo redazione [at] diezeitgeist.it

Post to Twitter

HONDA PRESENTA LA NUOVA VFR 1200 F

Posted by redazione On December - 21 - 2009ADD COMMENTS

Cattiva ma comoda: questa è la sintesi delle caratteristiche della nuova sport tourer Honda, la VFR 1200 F anche grazie al telaio a doppio trave in alluminio, al contempo rigido e leggero.

Durante lo sviluppo – evoluzione del futuribile prototipo di V4 presentato all’EICMA 2008 - è stata rivolta una particolare attenzione alla gestione delle vibrazioni causate dal potente motore di 1237 cc, notevolmente ridotte anche grazie all’inusuale posizionamento dei cilindri: i due posteriori, infatti, sono molto vicini tra loro, mentre la coppia anteriore è separata da una distanza maggiore.
honda-vfr-1Oltre alla riduzione delle vibrazioni questa soluzione consente innanzitutto di ottenere una moto più stretta nella parte centrale così da risultare più agile da gestire, ed in secondo luogo di avere un equilibrio ottimale, dote che in una moto di questa cilindrata e di questo peso (poco meno di 270 kg in ordine di marcia) non può che essere apprezzata.

Il design, soprattutto quello del posteriore, ricorda un po’ la CBR 1000 RR Fireblade, ammiraglia delle sportive della casa giapponese, mentre il motore è un cattivissimo V4 longitudinale in grado di produrre fino a 173 cv a 10.000 giri,

capace di raggiungere la coppia già intorno ai 4.000 giri.
La Honda VFR 1200 F sarà disponibile da gennaio 2010 in versione bianca, rossa o grigia e per portarsela a casa si dovrà essere pronti a fare uscire dal conto in banca circa 15.000 euro.

Raffaele Gomiero

Post to Twitter

champions-leagueL’urna di Nyon ci regala un turno di Champions affascinante, crocevia di storie di ex, rivincite e sfide infinite.

Mo’ better(than)Blues. Questo potrebbe essere, parafrasando il titolo di un film di Spike Lee, l’incipit della sfida tra l’Inter di Mourinho e il Chelsea di Ancelotti.

Per proseguire nel cammino europeo, l’allenatore portoghese dovrà dimostrare di essere migliore della sua ex squadra, e di quello che è già stato suo rivale nelle stracittadine meneghine dell’anno passato, Carlo Ancelotti.

Il solito Mou fa spallucce e minimizza:”Niente di particolare. Ok: è la mia squadra, sono i miei ex giocatori, i miei ex tifosi e il mio ex stadio. Niente di particolare, come professionista guardo la partita in modo non diverso da quella che sarebbe stata con il Manchester United, l’Arsenal o un’altra squadra”.

Emozioni da ex, rossonero, anche per  Ancelotti.

Prima volta a San Siro da manager del Chelsea per l’allenatore emiliano, pronto a riassaporare il gusto, ancora vivo, di un derby tutto personale.

Sfida che corre sul filo dell’incertezza, difficile fare un pronostico.

Molto dipenderà dallo stato di forma in cui le due squadre arriveranno alla sfida, in programma a cavallo di febbraio e marzo.Un 1% in più a favore del Chelsea per il vantaggio, dato dall’aver vinto il proprio girone, di giocare la prima delle due sfide in trasferta.

Non si è avverata quindi la temuta profezia di Galliani: “Ho la sensazione che il prossimo turno di Champions ci permetterà di rincontrare, dopo Kaka, anche il nostro vecchio amico Carletto”.

Che sia stata una dichiarazione scaramantica? Chi lo sa, sicuramente i Blues erano una delle avversarie più temute, tra quelle presenti nell’urna, dalle nostre italiane.

Tuttavia anche il Manchester di sir Alex Ferguson, non si può certo definire un avversario comodo per il Milan.

Facendo capo alla scaramanzia, però, i quattro scontri diretti precedenti ad eliminazione diretta  hanno sempre sorriso ai rossoneri che, eliminati i red devils, sono poi giunti in due occasioni fino alla finale. Memorabile la gara di ritorno della semifinale del maggio 2007, in cui i rossoneri travolsero la formazione di Ferguson 3-0 e si aprirono la strada che li portò ad Atene per vincere il trofeo.

Il Manchester, del dopo C.Ronaldo, è una squadra in ricostruzione, i rossoneri di Leonardo sembrano aver imboccato la strada giusta e, da ora a marzo, potrebbe avere trovato il giusto equilibrio tra la loro predisposizione al gioco offensivo e la solidità difensiva necessaria per affrontare sfide di tale livello.

La mia fiche la punto sui rossoneri, favoriti, a mio parere, per il passaggio del turno.

I tifosi fiorentini che avevano gioito per l’eliminazione della Juventus, ovvero tutti, avranno forse da che pentirsi in questo momento. E’,infatti, proprio l’eliminazione dei bianconeri la causa scatenante dello sfavorevole sorteggio per i viola.

La squadra di Prandelli, unica italiana ad aver vinto il proprio girone, dovrà infatti affrontare il Bayern Monaco qualificatosi, come seconda, proprio a spese dell’ odiata rivale.

Dei possibili  avversari, presenti nell’urna, i bavaresi sono sicuramente quelli meno desiderati.

E’ ancora fresco il ricordo dell’anno scorso quando, proprio i tedeschi, furono gli artefici principali dell’eliminazione della Fiorentina nella prima fase (3 a 0 in Germania e 1 a 1 al Franchi).

Prandelli ci scherza su: “Il Bayern Monaco? Nessun pensiero particolare, se non quello di parlarne quando sarà il momento… Forse era meglio arrivare secondì, è la battuta che ci siamo fatti nello spogliatoio”

Questa Fiorentina ha dimostrato sempre, finora, di dare il meglio di se con le grandi squadre.

La Champions poi regala, ogni anno, ad una delle cosiddette “underdog” (riprendendo dal gergo cestistico USA) la ribalta del grande palcoscenico.

A mio avviso proprio i ragazzi di Prandelli potrebbero essere, in questa stagione, la squadra che sorprendentemente potremmo ritrovare almeno nelle semifinali della massima competizione europea.

Gli altri accoppiamenti prevedono:

Stoccarda-Barcellona ,con i catalani freschi vincitori anche del mondialito per club ad Abu Dabi nettamente favoriti.

Olympiacos-Bordeaux, i transalpini guidati da Laurent Blanc, una delle sorprese più piacevoli della Champions di quest’anno, sembrano in grado di superare agevolmente l’ostacolo rappresentato dai greci.

Cska Mosca-Siviglia, che vede l’esordio negli ottavi di Champions di una squadra russa.

Lione-Real Madrid, i Merengue in passato sono stati spesso scottati dai francesi. Quest’anno,però, hanno l’obbligo, dopo le eliminazioni precoci subite nelle ultime stagioni e gli enormi investimenti del mercato estivo, di superare gli ottavi di finale.

Porto-Arsenal, la freschezza della squadra di Arsène Wenger contro l’esperienza dei portoghesi,  test complicato da superare per londinesi, comunque favoriti.

Gare di andata in programma la seconda e la terza settimana di febbraio, le sfide di ritorno sono previste dopo tre settimane.

Aspettiamo fiduciosi, ci sarà da divertirsi.

Post to Twitter



dieZeitGeist.it on Facebook
dieZeitGeist.it partner: