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dieZeitGeist

il magazine con uno sguardo critico sul presente

Archive for February, 2010

Last Minute Market. Da rifiuto a risorsa in un clic.

Posted by Massimo Poti On February - 27 - 2010ADD COMMENTS

Esiste un modo per trasformare i rifiuti in risorse, per trasformarci tutti nei Re Mida del terzo millennio. E non stiamo parlando dei termovalorizzatori.

913303959_2980ff3f3dParliamo di Last Minute Market, una nuova piattaforma online che trasformare lo spreco in risorsa. Last Minute coordina e rende finalmente possibile il recupero delle merci invendute, che non hanno più un valore commerciale ma che sono ancora idonee per il consumo. I beni raccolti sono resi disponibili ad enti e associazioni che offrono assistenza a persone in condizioni di disagio sociale. Il servizio offerto si rivolge alle piccole e grandi imprese agroalimentari, ovvero a chi queste eccedenze, suo malgrado, le produce, agli enti caritativi di assistenza, ovvero a chi potrebbe utilizzarle, alle istituzioni pubbliche (comuni, province, regioni, asl), che ne conseguono benefici indiretti di tipo sociale ed ambientale, vedendo diminuire la spesa pubblica per l’assistenza e l’ammontare dei rifiuti in discarica. Una volta tanto, un circolo virtuoso nel quale tutti vincono, nessuno escluso.

Il recupero non si limita al cibo ma coinvolge anche i libri, i farmaci non scaduti ma non utilizzati, i resti dei tanti catering attivi in città (dalle scuole alle mense aziendali agli ospedali), persino della frutta rimasta per errore nei campi e che ai coltivatori non conviene più raccogliere. Per info: www.lastminutemarket.org

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DONSETTIMO: NOTTE DI MAMMA

Posted by ioleoso On February - 26 - 2010ADD COMMENTS

cover_donsettimo-_notte-di-mammaL’odore di umido del tendone di un circo di provincia, quello di polvere degli abiti di un capo comico, la consistenza del velluto liso delle poltrone di un teatrino.
Queste sono le prime sensazioni che affiorano alla mente ascoltando Notte di Mamma, secondo album di Donsettimo.

E’ impossibile inserire le 9 canzoni di questo album in un solo genere musicale: Donsettimo ha la capacità di piegare la musica alle esigenze narrative dei suoi testi, di spaziare negli orizzonti sonori dei suoi personaggi.

Volendo a tutti i costi fare un confronto l’unico nome che viene in mente è quello di Vinicio Capossela: oltre alla
vocazione teatrale, infatti, Donsettimo condivide con l’illustre collega la fascinazione per stilemi musicali e strumenti datati e fuori moda e quella per le storie surreali, minime e di frontiera.

E’ un paragone valido ma che non dice tutto, perchè in luogo delle esplorazioni della canzonetta anni ‘40 di Capossela qui troviamo forse un substrato più legato al Rock’n'Roll delle origini, che traspare nell’uso brutale delle chitarre acustiche e nel suono - più percussivo che atmosferico dei contrabbassi.

Notte di Mamma è un album cantastoriesco, una raccolta di bozzetti, di piccole vicende di tipi umani strani, di storie surreali come quella dei Comunisti sulla Slitta, costretti alla fuga da un’immaginaria invasione di Arabi in Sicilia, o quella de (Il Vangelo di) Totò, storia di una lotta tra due uomini (e due etnie) per la conquista di Grace Kelly.

Una menzione speciale la merita Langhe: dilatato affresco della Langa letteraria e Musicale (quella di Fenoglio, ma anche di Pueblos de Langa dei Mau Mau),
dell’umida e nebbiosa campagna tra Asti e Cuneo, cantato in un meraviglioso finto dialetto piemontese, un Grammelot che rende alla perfezione (nonostante i millecinquecento
kilometri che separano Alba da Palermo) la pronuncia strascicata dei colli piemontesi.

Thierry Bignamini

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LA SPADA SELVAGGIA DI CONAN Vol.3

Posted by teskio On February - 26 - 2010ADD COMMENTS

conanDi Thomas, Buscema, Adams, Kane

Lo scrittore texano Robert E. Howard, morto tragicamente suicida l’11 giugno del 1936 a soli 30 anni, è considerato da molti come il vero iniziatore del genere heroic fantasy, ovvero quel tipo di letteratura che racconta mondi immaginari popolati di barbari guerrieri in lotta contro mostri, maghi e forze sconosciute. Amico epistolare di H.P. Lovecraft, con il quale condivise la passione per la scrittura e con cui collaborò fornendo 4 racconti alla già poderosa opera del mito Cthuluh, Howard nella sua pur breve carriera ha lasciato un segno indelebile creando personaggi memorabili come Kull di Valusia, Conan il barbaro e Solomon Kane.
Il materiale scritto da Howard trovò perlopiù spazio sul magazine pulp Weird Tales, una sorta di Urania più popolare dedicato al genere horror e fantasy. E proprio Conan il barbaro, nato da una intuizione di Howard mentre riadattava una storia di Kull, è a tutt’oggi il personaggio più amato e longevo. Merito dell’ottima riduzione a fumetti effettuata dalla Marvel Comics che negli anni Settanta ne acquisì i diritti di sfruttamento direttamente dagli eredi Howard. Nacquero così testate a fumetti come Savage Tales, The Savage Sword Of Conan, Conan the barbarian e King Conan che da noi in parte furono riprodotte dalla gloriosa Editoriale Corno negli anni 70 e poi dalla dalla Comic Art a metà degli anni 80. Per non parlare poi del cinema e di film come Conan il barbaro di John Milius (1982) e Conan il distruttore di Richard Fleischer (1984) che videro l’attuale governatore della California Arnold Schwarzenegger vestire(?) i panni del selvaggio guerriero. Nella lista c’è da includere anche la televisione, ma la serie animata andata in onda negli anni 90 era decisamente più adatta a un pubblico infantile, avulso da quello che abitualmente leggeva le gesta del barbaro…
Ritornando alla carta stampata, il materiale più pregiato e adulto di Conan è stato certamente pubblicato su Savage Tales e Savage Swords Of Conan, fumetti presentati in un rigoroso b/n che esaltava le doti artistiche dei disegnatori che si alternavano al tavolo. Si parla di grandi nomi della Nona Arte: John Buscema, Neal Adams, Gil Kane, Barry Smith. Non da meno furono anche gli inchiostratori (Alfredo Alcala e TonyDeZuniga su tutti), il cui prezioso apporto non faceva che impreziosire l’intero lavoro.
Per chi volesse quindi rivolgersi a quel glorioso, classico materiale (esiste anche una versione reboot di Conan edita da Dark Horse e vista anche da noi sempre per i tipi di Panini), ecco La spada selvaggia di Conan, ristampa ragionata e cronologica presentata per annate. Da poco è giunto nelle fumetterie il 3° volume che in più di 300 pagine ci riporta le storie del 1976 (Savage Sword nn.10-15) sceneggiate da Roy Thomas, e disegnate da John Buscema, Neal Adams, Gil Kane. A rendere il tutto più interessante è soprattutto la dimensione delle tavole (la versione pocket della Comic Art è da dimenticare!), i redazionali dell’epoca e la riproduzione delle meravigliose copertine a colori originali dipinte da Boris Vallejo, Ken Barr, Richard Hescox, Earl Norem ed Ernie Chan.

Andrea “Teskio” Paoli

www.paninicomics.it

Prezzo: 25 euro

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Tra gioco e discarica. Alla Triennale.

Posted by Massimo Poti On February - 23 - 2010ADD COMMENTS

finger-biscuitsUltima chiamata per la mostra di Paolo Ulian “Tra gioco e discarica”, curata e allestita da Enzo Mari, maestro e amico di una vita,  che conclude il primo ciclo dedicato al design italiano contemporaneo nello spazio del CreativeSet del Triennale Design Museum. La mostra presenta una selezione di progetti che documentano il lavoro di Ulian e rivelano la sua filosofia di design segnata da una sobria ironia che si manifesta come forte tratto formale e come valore funzionale.

Gli oggetti di Ulian sintetizzano gesti progettuali minimi e non appariscenti, che testimoniano diversi interessi della sua pratica di designer. Le opere selezionate sono articolate in quattro gruppi: contestare lo spreco della discarica; minimizzare lo scarto; reinterpretare oggetti esistenti; il gioco del design.

Le opere del primo gruppo possono essere considerate come esemplari unici realizzati da un artista-artigiano, mentre molte delle opere degli altri gruppi sono entrate in produzione. Bottiglie di plastica impilate in modo perfetto e inserite in una base di metallo formano una parete divisoria formalmente impeccabile e ancora fogli di legno sottilissimi -scarti- grazie ad una incisione al centro in forma semicircolare diventano, una volta incurvati all’interno di 2 binari metallici, degli appendiabiti.

Il gioco di reinventare forme e funzioni a partire da elementi completamente diversi, arriva a delle soluzioni divertenti ed esteticamente entusiasmanti. Il design di Ulian parte dall’osservazione di quello che succede nella realtà, cioè di come il corpo si relaziona a cibo, spazio, tempo, ecco quindi che vengono progettati oggetti che rispondono a bisogni sfiziosi –come il biscotto da dito Finger Biscuit, ditale di cialda da pucciare nella Nutella- e situazioni curiose -il tappetino da bagno Mat-Walk, con pantofole incorporate per infilarci i piedi direttamente fuori dalla doccia- o ancora  Handle, l’etichetta da vino che diventa maniglia per trasportare la bottiglia semipiena dal ristorante a casa.

E’ il modo e il momento in cui noi entriamo in contatto con la realtà a segnare la sua ricerca, e a rendere così interessante l’anima del suo personale design relazionale. Silvia Annichiarico Direttrice del Triennale Design Museum e coordinatrice di tutto il progetto CreativeSet  definisce il suo come un esempio “alto, elegante e originale di design relazionale”. Per un altro verso la progettualità di Ulian lascia in alcuni oggetti una traccia poetica legata all’ambito della relazione e della condivisione: l’infradito da spiaggia Print lascia impresso nella sabbia un messaggio poetico e ironico (“chi mi ama mi segua”) e le sedie di platica da bar che essendo di diverse altezze, una volta impilate, risultano essere un unica sedia, creano le premesse di una riflessione divertente su unità e molteplicità, solitudine e convivialità.

bottiglieNato nel 1961, Paolo Ulian  si forma all’Accademia di Belle Arti di Carrara dove segue i corsi di pittura di Getulio Alviani e Luciano Fabro, per poi iscriversi all’Isia di Firenze dove si diploma in industrial design nel 1990. Lo stesso anno è a Milano per lavorare con Enzo Mari con cui collabora fino al 1992.  Successivamente inizia la propria attività insieme al fratello Giuseppe. Espone in numerose mostre in Italia e all’estero e vince alcuni premi internazionali come il Design for Europe Award il Design Report Award, il premio Dedalus, il Design Plus e l’IF Award.

Questa è l’ultima mostra del primo ciclo dedicato al design italiano contemporaneo,  a partire da aprile 2010 riprenderanno le mostre del MINI&Triennale CreativeSet con una nuova selezione di designer italiani. Per maggiori informazioni: www.triennaledesignmuseum.it

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PackFrutto di uno sforzo comune ad opera di Milestone e Black Bean Games, torna su console (Xbox 360, PS3) e PC il campionato Superstar, oggi degnamente rappresentato da Superstar V8 Next Challenge.

I potenti motori V8 sono nuovamente al centro dell’azione, rappresentati dalle migliori vetture (e costruttori) oggi note. Sviluppato con l’obiettivo di offrire un’esperienza di guida adrenalinica e il più fedele possibile alla realtà presa in esame, il titolo fa quanto necessario per inserirsi tra le posizioni più ambite del genere di riferimento, dimostrando dedizione e buone doti.

Come già apprezzato nei diretti concorrenti (anche se di reale concorrenza non si tratta, visto che i molti titoli riescono a coesistere senza minare il posto occupato all’interno del seguito mercato), grande spazio è lasciato alle impostazioni di guida e alla personale caratterizzazione del veicolo.

Le numerose opzioni permettono di passare dall’arcade alla simulazione, con tutti i livelli intermedi del caso. Regolare al meglio assetto e impostazioni della propria vettura si rivelerà ben presto un passaggio essenziale (soprattutto in fase simulativa), grazie al quale sarà possibile superare anche le sfide più ardue. A completare il tutto, un accurato sistema di telemetria, utile per calibrare al meglio ogni aspetto della vostra vettura.

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Sebbene qualcuno abbia mosso dubbi su grafica e motore, Superstar V8 Next Challenge non delude affatto le attese, grazie a immagini fluide e dinamiche a un buon rapporto adrenalina/coinvolgimento. Inoltre, il rivoluzionario Evolving Track modificherà in tempo reale i molti tracciati, andando a riprodurre variazioni atmosferiche e sollecitazioni esterne, il tutto con un influenete incidenza su aderenza e stile di guida.

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Le modalità di gioco rispondono alle più comuni e tradizionali esigenze, presentando completi weekend di gara, prove libere cronometrate e parentesi durante le quali provare e perfezionare il veicolo scelto. La risposta ai danni è immediata e coinvolge sia l’aspetto grafico sia le prestazioni, costringendo a scelte accurate e alimentando trasporto e longevità.

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Anche dal punto di vista multiplayer, numerose le migliorie eseguite. Il sistema implementato permette la partecipazione di sedici giocatori in simultanea, con aggiornamenti costanti su classifiche, dati di piloti e vetture e tutto quanto è necessario conoscere riguardo i propri progressi e quelli degli avversari.

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Superstar V8 Next Challenge si dimostra un titolo affidabile e di buona fattura, in grado di allietare gli appassionati del genere e pronto a offrire inedite sfide da affiancare a tutto quanto è già stato affrontato.

http://www.blackbeangames.com
http://www.milestone.it

Michele Zonelli

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GORILLAZ: PLASTIC BEACH

Posted by ioleoso On February - 23 - 2010ADD COMMENTS

plasticbeach452Sin dalla sua pubblicazione non è passato giorno senza che Feel Good Inc. fosse trasmessa in spot pubblicitari, servizi giornalistici, colonne sonore e, persino, sotto forma di messaggio d’attesa telefonico: tutto ciò ha concorso a redere i Gorillaz un fenomeno sulla bocca di tutti, una band universalmente conosciuta e (fin troppo) universalmente apprezzata.
Eppure, in realtà, dei Gorillaz si sa ben poco. Non tanto per la virtualità della formazione (ormai non c’è sprovveduto che non sappia che si tratta di un progetto animato da Damon Albarn), quanto proprio di una diretta conseguenza di questa sovraesposizione mediatica: Feel Good Inc. è talmente presente nel nostro immaginario, nel nostro orizzonte sonoro, da essere sempre percepita come il nuovo singolo, l’ultima - e forse l’unica - produzione della band.
Pochissimi di noi saprebbero citare più di un paio di titoli di altri loro brani, praticamente nessuno sarebbe in grado di accennare un tema musicale o un paio di versi che non inizino con I’m happy…
Sfortunatamente non sarà Plastic Beach (in uscita il 5 Marzo 2010) a modificare questo stato di cose.
Nel nuovo album manca, infatti, un vero e proprio singolo di massa.

Se - tanto per citare una band di culto - il nuovo singolo dei Massive Attack (Splitting the Atom) ha la potenza necessaria ad imporsi come sostituto di quella sorta di inno che fu Teardrop, lo stesso non può dirsi di nessuno dei brani di quest’ultima fatica del trio mascherato.
Si tratta, comunque, di un album di grande livello, che saprà farsi apprezzare e che, probabilmente, entusiasmerà i fan dell’elettronica.

Musicalmente Plastic Beach è una sorta di riassunto delle tendenze dell’elettronica intelligente degli ultimi 35 anni: le immancabili suggestioni anni ‘80 permeano l’intero disco, a volte dando vita a veri e propri momenti di revival (Electric Shock) ma, più spesso, attraverso la riscoperta di sonorità tipiche dei sintetizzatori e delle drum machine di allora. Le influenze nella composizione sono svariete: si parte dalle armonie robotiche dei Kraftwerk (Welcome to the World of Plastic Beach) per arrivare al dub stile Burning Spear (Rhinestone Eyes); non mancano le conseguenze delle esplorazioni di Albarn nella musica etnica (stavolta più Lontano Oriente che Mali, come in White Flag) nè, ovviamente, passaggi (Glitter Freeze) in pieno stile Blur (Think Tank più che Modern Life is Rubbish).
Tutto questo, ovviamente, ricucinato e condito in salsa Gorilleggiante, che dona al tutto un sapore cupo, chiuso, claustrofobico.
Anche quando il genere rivisitato permetterebbe dilatazioni ed aperture i brani sembrano provenire da un altrove sotterraneo e oscuro e per apprezzarli appieno è necessario sapersi - e volersi - adattare a questo spazio sonoro minimale e apparentemente senza uscite.

Thierry Bignamini

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bonoDopo aver lasciato, nel 2009, i Radici nel Cemento, Adriano Bono ha continuato a dividersi tra mille progetti live (Reggae Circus, Dubmatic Sound Machine, La Minima Orchestra),
ma solo oggi torna ad incidere affiancato dai Torpedo, una delle realtà più interessanti del panorama reggae in Italia.

Sul MySpace del cantante romano è già possibile ascoltare le due canzoni che compongono il primo singolo (pensato come un vecchio 45 giri) e che
saranno trasmesse radiofonicamente dai primi del prossimo mese.

Il singolo non è fine a se stesso, ma anticipa la pubblicazione di 996 vol. 1, un concept album dedicato all’opera del poeta vernacolare romano Giuseppe Gioacchino Belli,
da tempo tra le principali fonti di ispirazione di Bono che, per stile di scrittura e di interpretazione vocale, è sempre stato molto vicino alla forma popolare dello stornello e della poesia dialettale capitolina.

Er Letto e Le Risate del Papa sono i due brani, tratte dagli omonimi sonetti del Belli. La prima è, chiaramente, un ode al riposo, al sonno e ad un ozio salutare e vivificante, la seconda - invece - affronta un tema più prettamente politico e per certi versi vicino alle vicende contemporanee come l’ilarità dei potenti foriera di guai per i sudditi.

Musicalmente il progetto rispecchia la poliedricità di Bono e dei Torpedo: i due brani rimandano ad un pop-rock anni ‘60, ma la matrice reggae e soprattutto dub rimane come un substrato, poco evidente ma che influenza l’approccio musicale degli artisti.

Thierry Bignamini

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